 |
Camp 1391, un salto nel buio
di
Emma Buonvino
Camp 1391 (spesso chiamato anche prigione segreta 1391), basato su fonti documentate, rapporti ufficiali, testimonianze e analisi di diritti umani.
Che cos’è Camp 1391
Camp 1391 è un centro di detenzione e interrogatorio segreto gestito dall’intelligence militare israeliana (Unità 504 delle Forze di Difesa di Israele). La sua esistenza era completamente sconosciuta al pubblico e persino a molti alti funzionari dello Stato fino al 2003 — non compariva su mappe né elenchi ufficiali.
È situato in un forte britannico “Tegart” nel nord di Israele (tra Kibbutz Barkai e Kibbutz Ma’anit), edificato negli anni ’30 e mantenuto sotto un alto livello di riservatezza.
Funzione e gestione
Il campo è gestito dall’Unità 504, una divisione dell’intelligence militare israeliana specializzata in interrogatori di “alto rischio”.
Secondo le poche informazioni disponibili, venivano detenute persone sospettate di attività militanti o considerate utili come “bargaining chips” (merce di scambio) nelle trattative — compresi combattenti libanesi e palestinesi.
I dettagli sull’identità dei detenuti, il numero esatto e lo status legale non sono stati ufficialmente resi pubblici.
Segretezza assoluta
La struttura è stata tenuta così segreta che:
- Non era nemmeno nota a certi membri del governo fino alla sua rivelazione.
- Non è accessibile al Comitato Internazionale della Croce Rossa, agli avvocati o ai familiari dei detenuti.
- Persino alcuni membri del parlamento israeliano non hanno potuto visitarla.
- Il tribunale supremo israeliano ha rifiutato più petizioni per indagare sulla struttura, dichiarando che le autorità avevano agito correttamente nel non condurre inchieste pubbliche sulle accuse di tortura e maltrattamenti.
Testimonianze di ex detenuti
I racconti di chi è passato per Camp 1391 (in gran parte raccolti da ONG e resoconti di attivisti) descrivono condizioni estremamente dure:
- Trasferimento e prima impressione
I prigionieri venivano trasportati bendati e disorientati, senza sapere dove fossero.
Spesso gli veniva detto che si trovavano in posti fantasiosi (“su un sottomarino”, “a Honolulu”, “sulla luna”) proprio per disorientarli.
Condizioni delle celle
Celle senza luce naturale, spesso così buie da non poter vedere le proprie mani.
Alcune erano di soli 1,25 × 1,25 m per la solitaria, altre di circa 2 × 2 m.
(Middle East Monitor)
In molte celle non c’era acqua corrente e i detenuti dovevano usare un secchio come bagno per giorni.
L’aria era spesso irrespirabile per la combinazione di stenti, cattivi odori e isolamento.
Trattamenti e pressioni psicologiche
L’isolamento prolungato e la mancanza di stimoli provocavano disorientamento mentale, ansia e allucinazioni.
Alcuni prigionieri raccontano di aver parlato da soli per evitare la follia, altri descrivono periodi di deprivazione del sonno durante gli interrogatori.
In certi casi, venivano imposte regole umilianti come dover tenere un sacco in testa ogni volta che un guardiano entrava nella cella.
Abusi e accuse specifiche
Mustafa Dirani, comandante di Amal preso nel 1994 e rilasciato nel 2004, ha citato in giudizio lo Stato israeliano sostenendo di essere stato violentato da membri dell’esercito durante gli interrogatori. Le autorità israeliane hanno riconosciuto che alcuni interrogatori furono oggetto di indagine militare, ma non hanno confermato ufficialmente la totalità delle accuse.
Altri ex detenuti descrivono pratiche di strip search obbligatorie, detenzione senza vestiti e blackout totale delle informazioni.
Critiche internazionali
ONU – Comitato contro la Tortura
Nel 2009 il Committee Against Torture delle Nazioni Unite ha interpellato Israele sulla struttura, evidenziando che:
Detenuti venivano trattenuti in una struttura sconosciuta con accesso negato alla Croce Rossa, avvocati e familiari.
Le autorità non avevano registrato gli interrogatori né fornito prove di tutela dei diritti umani.
Israeliani ufficiali avevano affermato che la struttura non era più in uso dal 2006, ma non avevano soddisfatto l’ONU sulle indagini o sulla trasparenza.
Il Comitato ha definito le detenzioni segrete come una violazione della Convenzione contro la tortura e ha chiesto un’inchiesta indipendente.
Status ufficiale e dibattito
Le autorità israeliane hanno detto che Camp 1391 non è più usato dal 2006 per interrogare o detenere sospetti.
Tuttavia:
Secondo ynet, non sono stati pubblicati documenti dettagliati sulle attività passate o sulle persone coinvolte.
Alcuni osservatori e gruppi per i diritti umani dubitano che la segretezza si sia interrotta completamente o che non esistano strutture analoghe.
Perché Camp 1391 è così controverso
Segretezza totale – nessuna trasparenza sulla detenzione, sulle pratiche o su chi vi è stato tenuto.
Accesso negato agli organismi internazionali – inclusa la Croce Rossa.
Testimonianze di maltrattamenti e metodi psicologici estremi – raccolte da ex detenuti e ONG.
Rifiuto di indagini pubbliche complete da parte della giustizia israeliana.
In sintesi
Camp 1391 è un centro di detenzione e interrogatorio segreto dell’intelligence militare israeliana, rivelato al pubblico solo agli inizi degli anni 2000 e oggetto di gravi critiche internazionali per la sua segretezza e i presunti maltrattamenti dei detenuti. Anche se ufficialmente dichiarato non più in uso dopo il 2006, molti aspetti restano avvolti nel mistero e non sono mai stati oggetto di verifica indipendente completa.
VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA
 
Dossier
diritti
|
|