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False promesse
di
Elisa Fontana
Breve storia di quanto vale la parola di Giorgina, donna, madre, cristiana e furbina, aggiungerei io.
Tutti ricordano l’ondata di emozione seguita tre anni fa al naufragio di Cutro dove morirono 94 persone e le polemiche che seguirono per il comportamento inaccettabile del governo che, pur essendo a Cutro in veste propagandistica, non sentì la necessità di un doveroso omaggio alle bare dei migranti morti.
Resasi conto di aver fatto un errore propagandistico grave, Giorgina rimediò invitando a Palazzo Chigi i superstiti e le famiglie dei morti, per ascoltare le loro storie e fare quel che è in potere della presidente del Consiglio.
Fra i superstiti che avevano visto la morte con gli occhi c’era anche Alì Qasar, un pakistano di 38 anni al quale, nel frattempo, è stato riconosciuto lo status di rifugiato. In quel famoso incontro di tre anni fa Meloni aveva ringraziato superstiti e familiari “per la chiarezza con la quale avete esposto i vostri drammi e le vostre richieste” e aveva solennemente assicurato “l’impegno diplomatico dell’Italia in sede UE per dare seguito alle richieste di accoglienza e ricongiungimento”.
Ecco, era proprio una richiesta di ricongiungimento alla moglie e ai due figli quella che aveva avanzato Alì Qasar, famiglia che non vede da quel maledetto 2023. Nel frattempo, confidando nella parola della presidente del consiglio è rimasto in Italia, ha trovato casa e lavoro a Crotone e manda i soldi in Pakistan alla famiglia che non vede da tre anni. Alì conclude “ce l’avevano promesso, ma era una bugia”. Semplice e lineare.
Beh, volete sapere come sta andando a finire la pratica? Alì ha dovuto pagare 3 mila euro ad un faccendiere pakistano solo per poter avere un appuntamento con l’ambasciata italiana a Islamabad e iniziare la pratica di ricongiungimento, perché da quelle parti usa così e perché il nostro governo se ne è bellamente disinteressato.
Ottenuto l’appuntamento per il prossimo 9 marzo il medesimo faccendiere ha richiesto altri 2 mila euro per avere il visto. Come chiunque può capire sarebbe stato un iter che le nostre istituzioni avrebbero potuto e dovuto fare in breve tempo, in brevissimo tempo viste le promesse e gli impegni presi. Ma evidentemente non c’era nessuna volontà politica, a parte la propaganda spicciola e l’ennesima presa in giro di persone che, evidentemente, non avevano sofferto abbastanza.
“Il governo Meloni ci ha preso in giro” conclude amaro Alì. Tranquillo Alì, sei in buona compagnia sono quasi quattro anni che prende in giro un popolo intero e poi, perdonaci, ma tu sei pure un migrante e allora che vuoi? Ringrazia di essere rimasto vivo dopo il naufragio e non disturbare oltre.
Giorgina ha cose più importanti da fare, come la sera del naufragio, quando lasciò di corsa Cutro per andare a festeggiare l’amico Salvini. Ma che ne sai, caro Alì, quanto vale la parola di una donna, madre e cristiana…
 
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