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03 marzo 2026
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Islamofobia travestita
di Rossella Ahmad

L'islamofobia travestita da interessamento peloso nei confronti di un popolo maturo, in grado di badare a se stesso, imperversa con una violenza e con un livello di ridicolaggine di cui fatico a capacitarmi.

Gente incapace di collocare esattamente l'Iran su una cartina geografica senza riferimenti politici , vomita improperi contro l'ultimo leader decente sulla piazza, appena assassinato da una banda di pedofili trangugiatori di carne umana, e non solo in senso metaforico. Neanche questa certezza li obbliga ad un minimo di riflessione critica, segno di un riuscitissimo lavoro di manipolazione in nuce, che parte da molto lontano. Iddio toglie il senno a chi vuole mandare in rovina, dicevano i latini. E così fu.

l'Iran è un paese che non ha mai aggredito alcuno in nome di una convivenza pacifica tra le nazioni a cui ha aderito nonostante il tradimento della comunità internazionale, responsabile del deterioramento progressivo della sua economia attraverso l' imposizione di sanzioni quarantennali ideologicamente motivate. Esplicative in tal senso le considerazioni delle due cannibali accertate Hilary Clinton e Nancy Pelosi a proposito della grande possibilità di destabilizzazione interna offerta dalla miseria imposta alla popolazione.

l'Iran è un paese che ha emesso una fatwa contro il nucleare usato a fini bellici in nome dei valori dell'Islam, che impediscono l'uccisione indiscriminata di esseri viventi, umani ed animali, persino in guerra. E che ha accettato la supervisione dell'agenzia nucleare almeno fino a quando non è apparso evidente che la stessa agenzia fosse infiltrata da spie, che fornivano ad israele nomi di scienziati e di siti affinché fossero colpiti ed eliminati.

l'Iran è un paese dalla complessa struttura statale, che solo dei trogloditi del pensiero e della conoscenza possono frettolosamente definire come "dittatura", utilizzando parametri alieni alla sua evoluzione politica e storica.

Chi vi ha detto che lo scimmiottamento dell'occidente sia l'obiettivo a cui tendono paesi che hanno tutt'altro percorso storico rispetto a noi, e vivaddio, considerata la fine ingloriosa delle nostre presunte democrazie - vassalli senza dignità di un impero votato alla distruzione?

L'Iran ha il diritto, come ogni stato sulla faccia della terra, di avere le sue leggi e di applicarle, compresa la pena capitale per reati molto gravi quale è il tradimento della patria in tempi di aggressione concentrica alla sua integrità ed alla sua sopravvivenza. Notiziona: anche ordinamenti più "demokratici" prevedono la massima pena per chi compia atti violenti diretti a sottoporre il territorio dello Stato alla sovranità straniera, o a menomarne l'indipendenza.

Ergastolo, quindi. I tappeti rossi che i progressisti e gli islamofobi de noantri si aspetterebbero di vedere per i destabilizzatori dell'Iran in nome del consueto ed insopportabile paternalismo colonialista con cui ci approcciamo da sempre al mondo islamico, li vedranno credo solo a Cannes.

Last but not least: sempre più che pertinenti le parole di Toynbee a proposito dei Leaders forti che sono prodotti da società sotto attacco. Debbono essere leaders in grado di accettare la sfida e risoluti nella severità. Leadership accomodanti se le può permettere giusto la Norvegia, forse la Svezia.

Di certo non l'Iran, che sarebbe stato divorato in un boccone.

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