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Iran: non sarà la guerra dei sei giorni
di
Roberto Preve
Sia in Pakistan, sia in Iraq, la polizia ha sparato ai manifestanti che assaltavano basi e i consolati Usa. In entrambi i casi, decine di morti tra i manifestanti.
La popolazione del Bahrein applaude i missili iraniani che colpiscono la base Usa e questo piccolo paese è interessante perché è popolato da musulmani sciiti.
Il numero di basi Usa attaccate dall'Iran dimostra, da solo, che l'intera regione ha perso la sua indipendenza tranne appunto l'Iran. Queste basi Usa agiscono in regime di extraterritorialità e pertanto portano la guerra ai paesi che le ospitano.
Naturalmente i compagni per l'Ucraina che si commuovevano per il paese aggredito più rifornito di armi della storia non sono pervenuti durante l'aggressione all'Iran, o meglio hanno svolto la fase preparatoria dell'attacco, inneggiando ai terroristi del Mossad che hanno seminato violenza nelle strade di Teheran.
Non sarà la guerra dei sei giorni: i terroristi del Mossad non rovesceranno il governo iraniano, gli Usa verranno sconfitti.
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