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28 febbraio 2026
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Attacco all'Iran: capiranno tardi
di Rossella Ahmad

L'attacco all'Iran, ad un paese cioè che non ha minacciato né fatto del male ad alcuno, con cui avevamo rapporti privilegiati di scambi economici, di cui eravamo almeno fino al 1996 uno dei principali partner commerciali, è stato reso possibile dalla stampella mediatica garantita ancora una volta dalla stampa, responsabile della più clamorosa ed inarrestabile discesa delle popolazioni occidentali verso abissi inesplorati di idiozia collettiva.

La felice definizione di Aldo Nove di qualche anno fa a proposito della maggioranza degli italiani , " estensione neurobiologica di Tg1, Tg2, Tg3, Tg4, Tg5, Studio aperto,Tgcom24, Tg La7, Corriere della sera, Repubblica, Il Fatto quotidiano, La Stampa, Avvenire, Il Giornale, Libero e altra merce di contraffazione di quello che fu il pensiero", è testimoniata dal numero impressionante di individui incapaci di operare connessioni logiche tra gli eventi, che utilizzano l'infodemia tossica e perniciosa da cui siamo investiti per costruire un mondo fantasy, una realtà a loro misura.

Tralasciamo il paese degli elfi nel quale allegramente vegetano. Il risveglio, se mai dovesse esserci, sarà particolarmente amaro per essi. La caduta è tanto più dolorosa se inattesa, imprevista.

Tralasciamo anche gli utili idioti di cui ogni sistema si serve per realizzare i suoi progetti di divide et impera. Gli islamofobi, in questo caso. Coloro che da vent'anni e più assorbono come spugne una velenosa quanto falsa propaganda imperiale, e la spalmano sottoforma di odio sgrammaticato, di sputi insensati a destra e manca, che sbagliano bersaglio, sbagliano traiettoria, mere espressioni di una sbalorditiva vuotezza neuronale e morale, oltre che culturale. Il male di vivere nella sua accezione più piena.

Cominceranno a capire quando verranno colpiti nel portafoglio, unico valore che conservano intatto, e soprattutto quando verranno colpiti nelle loro persone, cosa che non tarderà a giungere se è vero, come è vero, che la storia è una serie ininterrotta di corsi e ricorsi, in cui le masse inconcludenti ed eccedenti vengono alla fine sempre mandate al macello dalla Crociata di turno.

Occupiamoci del dolore che proviamo noi: noi che assistiamo impotenti agli assalti delle orde dei nuovi barbari senza storia contro la memoria storica dell'intera umanità e gli uomini e le donne di infinito valore che ne sono manifestazione e vita pulsante. Noi che in quelle terre minacciate dall'ordalia medievale degli unni abbiamo parenti e persone care, in pericolo mentre si gioca a Risiko con sangue e pelle veri, come è loro consuetudine. Noi che abbiamo lottato e fortemente sperato, inutilmente.

Abbiamo un'ultima speranza, che ci tiene in vita in un mondo che genera disgusto.

Un mondo di canzoncine, lo spritz forse. La partita di calcio.

Il panem et circenses è assicurato, ancora per poco.

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