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22 febbraio 2026
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Libano: dopo raid israeliani Hezbollah dice ci difendiamo
di Leandro Leggeri

Hezbollah ha dichiarato di “non avere più alcuna opzione” se non quella di difendersi, dopo i più violenti attacchi israeliani delle ultime settimane contro il Libano orientale.

I raid di venerdì nella valle della Bekaa hanno ucciso almeno 10 persone, tra cui un dirigente militare del movimento, e ferito altre 24 persone, inclusi tre bambini. Gli attacchi rappresentano una nuova violazione del cessate il fuoco firmato nel novembre 2024.

In un discorso trasmesso dalla tv Al-Manar, il vicepresidente del consiglio politico di Hezbollah, Mahmoud Qamati, ha definito i bombardamenti “un nuovo massacro e una nuova aggressione”, affermando: “Che scelta ci resta per difendere noi stessi e il nostro Paese, se non la resistenza?”.

Le dichiarazioni arrivano mentre, secondo fonti di Al Arabiya e Al Hadath, Hezbollah ha intensificato le riunioni interne per valutare la risposta a una possibile guerra più ampia, anche nel contesto dell’escalation tra Stati Uniti e Iran. Le stesse fonti riferiscono che comandanti iraniani dei Pasdaran (IRGC) avrebbero assunto un ruolo di coordinamento operativo in Libano, con una presenza rafforzata negli ultimi mesi.

Al centro delle discussioni ci sarebbe l’unità missilistica di Hezbollah nella Bekaa, colpita direttamente dai raid israeliani. I comandanti starebbero lavorando al ripristino delle capacità operative del movimento, ritenendo un nuovo ciclo di combattimenti con Israele ormai inevitabile.

Sul fronte statunitense, secondo il New York Times, il Pentagono ha spostato centinaia di soldati da basi in Qatar e Bahrein. Il dispiegamento di portaerei, caccia, bombardieri, droni e sistemi di difesa aerea nella regione indica la preparazione a un conflitto potenzialmente prolungato.

Funzionari Usa temono una risposta iraniana che possa mettere seriamente a rischio le basi americane, mentre Washington valuta la difficoltà di sostenere a lungo sia la difesa delle proprie forze sia il supporto a Israele.

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