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Silenzio del mondo arma nelle mani di Israele
di Emma Buonvino
Questa non è una metafora. Questa è la verità spietata: nella Striscia di Gaza, un blocco prolungato di carburante, cibo e medicine sta trasformando gli ospedali in vere e proprie camere a sofferenza.
Prematuri, neonati, bambini innocenti stanno morendo perché le incubatrici non hanno elettricità, perché mancano latte terapeutico e cure di base.
Al-Shifa Hospital: generatori spenti, terapia intensiva paralizzata, decine di neonati persi. Medici e genitori impotenti, sotto tiro, incapaci di salvare i loro figli.
Numeri che fanno rabbrividire:
Oltre 75.000 morti nei primi 16 mesi dell’offensiva, metà donne, bambini e anziani.
Decine di migliaia di bambini palestinesi uccisi.
Centinaia di neonati prematuri a rischio di morte per fame e mancanza di assistenza.
Chi decide che il diritto alla cura non valga per questi bambini?
Non è “danno collaterale”. È conseguenza diretta di politiche che impediscono l’ingresso di carburante, medicine e cibo, mentre le bombe non smettono di cadere.
Famiglie che vedono i loro figli spegnersi lentamente, medici che implorano aiuto, ospedali che collassano. Tutto mentre il mondo dibatte sulla “legittimità” di chi è sotto assedio.
Un’ultima verità da affrontare:
se la memoria dell’Olocausto non deve essere usata per giustificare un altro genocidio, allora chi tace di fronte a tutto questo diventa complice.
Ignorare questi fatti significa essere complici.
Il silenzio è l’arma più potente nelle mani di chi opprime.
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