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Israele: minori a scuola di guerra
di Antonella Salamone
In un'aula scolastica israeliana, un gruppo di bambini di sette anni è accovacciato dietro delle casse, sparando proiettili di plastica con fucili da softair. Non è un gioco; è il primo passo per preparare i bambini al servizio militare, anni prima della leva obbligatoria in Israele.
I bambini si addestrano principalmente con armi da softair, simulando scenari di combattimento, esercitandosi nei movimenti tattici, nel coordinamento di squadra e nell'esposizione alla violenza. I programmi includono anche visite organizzate a basi e strutture dell'esercito israeliano, dove gli allievi incontrano i soldati e osservano le operazioni militari, mettendo direttamente in contatto i minori con la vita militare molto prima della coscrizione.
In uno spot pubblicitario che promuove un centro di addestramento, un soldato, che svolge anche il ruolo di istruttore, viene filmato seduto tra le macerie a Khan Younis, a Gaza, mentre usa mobili e una tazza presi da una casa palestinese distrutta, il cui destino rimane sconosciuto. Il filmato illustra in modo lampante come questi programmi normalizzino la violenza.
Il politologo Dr. Shir Hever, un israeliano che in seguito ha rinunciato alla cittadinanza, ha spiegato a Quds News Network (QNN) che i programmi militari per i giovani operano in collaborazione con il Ministero della Difesa e il Ministero dell'Istruzione. Soldati e ufficiali visitano regolarmente le scuole per parlare con studenti di età pari o superiore a 15 anni. Questi programmi spaziano da eventi di un solo giorno a corsi di più mesi.
Uno di questi programmi è il programma "combat fitness GADNA". Offre addestramento fisico gratuito agli studenti per prepararli ai ruoli di combattimento.
Altri progetti GADNA addestrano gli adolescenti a ruoli tecnici in specifiche unità dell'esercito, come il combattimento, l'intelligence e l'elettronica. I minorenni lavorano a fianco dei soldati e delle aziende produttrici di armi, riparando droni, calcolando le traiettorie delle munizioni e risolvendo problemi operativi. In questi casi, i minori iniziano a essere impiegati in operazioni militari prima di aver compiuto 18 anni, sollevando questioni legali ed etiche, secondo il Dott. Hever.
La Dott.ssa Hever aggiunge che uno speciale programma GADNA collegato alla Polizia di Frontiera (Magav) addestra i minori a partecipare ad attività paramilitari, come l'identificazione di lavoratori palestinesi senza permesso e l'allarme dei soldati adulti. Sebbene i minori siano disarmati, il loro ruolo supporta direttamente le attività di occupazione ed è in linea con gli obiettivi militari.
I programmi pre-militari variano in durata. Iniziative brevi come il "Branches Day" – la versione israeliana del career day incentrata sulla guerra – durano solo un giorno, indirizzando gli studenti all'esperienza militare fin da piccoli, introducendoli a diverse unità dell'esercito. I programmi più lunghi possono estendersi per diversi mesi o per un intero anno scolastico, soprattutto quelli rivolti a unità tecniche o d'élite come Talpiot o 8200. Durante questi programmi, i bambini acquisiscono familiarità con le strutture delle unità e sviluppano competenze specifiche per i ruoli militari.
I programmi di addestramento instillano quelli che l'esercito chiama "valori dell'IDF", tra cui l'obbedienza, la prontezza al combattimento e una rigida visione del mondo "noi contro loro". I rabbini militari spesso forniscono istruzioni, combinando messaggi ideologici e militari. I bambini sono incoraggiati ad adottare una motivazione estrema per il servizio, una mentalità che dà priorità agli obiettivi militari rispetto alla moralità o alla legge. Tale mentalità ha portato a un modello normalizzato di brutalità contro i nativi palestinesi.
Questo indottrinamento precoce ha ripercussioni sulla società israeliana nel suo complesso. Hever osserva che le conseguenze sociali si estendono oltre l'esercito, contribuendo a un aumento della violenza domestica e creando tolleranza per l'aggressione. Nel 2025, Israele ha registrato il più alto numero di donne assassinate nella sua storia, un fenomeno che alcune organizzazioni collegano in parte alla normalizzazione della violenza attraverso la militarizzazione.
Shir Hever
Insieme all'indottrinamento sociale, ai messaggi religiosi e alla partecipazione concreta alle attività di occupazione, questi programmi contribuiscono a creare una cultura in cui la brutalità e la prontezza militare dominano l'infanzia e plasmano la società fin dalla più tenera età.
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