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17 febbraio 2026
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Violenza coloniale e sostituzione etnica
di Emma Buonvino

COLONIE E AVAMPOSTI: IL FURTO DELLA TERRA PALESTINESE LEGALIZZATO CON LA FORZA

Le colonie israeliane in Palestina non sono “quartieri”, non sono “villaggi”, non sono “zone contese”.

Sono insediamenti civili costruiti da Israele dentro un territorio militarmente occupato: la Cisgiordania e Gerusalemme Est, che il diritto internazionale riconosce come territori palestinesi occupati dal 1967.

Secondo la Convenzione di Ginevra, una potenza occupante non può trasferire la propria popolazione civile nei territori che occupa.

Israele lo fa sistematicamente da oltre mezzo secolo.

Oggi esistono circa 150 colonie ufficiali israeliane in Cisgiordania e Gerusalemme Est.

A queste si aggiungono oltre 200 avamposti coloniali.

Più di 700.000 coloni israeliani vivono su terra palestinese occupata.

Tutte le colonie — senza eccezioni — sono considerate illegali dal diritto internazionale.

Lo ha ribadito anche la Corte Internazionale di Giustizia e il Consiglio di Sicurezza ONU, che nel 2016 ha dichiarato che gli insediamenti israeliani “non hanno validità legale”.

COSA SONO LE COLONIE

Le colonie sono città israeliane costruite su terra confiscata ai palestinesi: terra agricola, colline, sorgenti d’acqua, strade, uliveti, pascoli.

Sono protette dall’esercito israeliano. Sono collegate a Israele da strade riservate ai coloni.

Hanno leggi civili israeliane. Sono circondate da posti di blocco e zone militari che frammentano il territorio palestinese.

Non sono solo case. Sono uno strumento politico: frammentare la Palestina fino a renderla impossibile come Stato.

COSA SONO GLI AVAMPOSTI

Gli avamposti sono la fase più violenta della colonizzazione.

Piccoli nuclei di coloni estremisti arrivano su una collina palestinese, piantano roulotte o baracche, recintano la terra e iniziano a occuparla.

All’inizio sono illegali perfino secondo la legge israeliana. Ma quasi sempre succede questo: l’esercito li protegge, la terra palestinese viene dichiarata “zona militare”, ai palestinesi viene impedito l’accesso, l’avamposto cresce, lo Stato israeliano lo legalizza retroattivamente, diventa una nuova colonia, È un meccanismo sistematico di appropriazione.

VIOLENZA COLONIALE

Le colonie e gli avamposti non esistono senza violenza.

Ogni anno in Cisgiordania si registrano centinaia di attacchi dei coloni contro civili palestinesi: case incendiate, ulivi distrutti, bestiame rubato, villaggi assaltati.

L’esercito quasi sempre protegge i coloni, non i palestinesi.

Questo sistema produce:
• espulsioni forzate
• confisca di terra
• segregazione stradale
• controllo delle risorse idriche
• enclave palestinesi isolate.

È colonizzazione di insediamento nel XXI secolo.

IL DATO CENTRALE

Le colonie non sono un “ostacolo alla pace”. Sono il progetto.

Ogni nuova casa coloniale costruita su terra palestinese rende impossibile la restituzione del territorio e consolida l’annessione di fatto.

Non è un conflitto immobiliare. È la sostituzione di un popolo con un altro su quella stessa terra.

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