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Metodi mafiosi
di Raffaele D'Agata
Una frase nel comunicato delle Camere penali della Calabria è la chiave che permette di riconoscere una perfetta corrispondenza logica e sostanziale tra il tentativo di linciaggio anche ministeriale in corso contro Nicola Gratteri e il tentativo di linciaggio anche diplomatico in corso contro Francesca Albanese.
Le Camere penali della Calabria si ergono in difesa dei calabresi (assumendo motu proprio di esserne rappresentative) dipingendoli come oggetto di “vilipendio” da parte di Gratteri. Gratteri in effetti non ha parlato né di Calabria né di calabresi, ma in queste cose la suscettibilità (artificiale, e arrogata a nome di altri) è elevatissima, e conviene esercitarla, sembra che renda.
Dunque apprendiamo ora che Gratteri è anticalabrese, così come Francesca è antisemita.
No, non ci siamo. È la potente ‘ndrangheta che è anticalabrese, esattamente come il regime sionista dell’apartheid e del genocidio è antisemita; e le due organizzazioni criminali citate si somigliano anche nella strategie di sfruttare legami etnici come risorsa (aspetto che rende simili, appunto, la 'ndrangheta e la lobby "ebraica").
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