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13 febbraio 2026
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Trump: per Gaza piano multimiliardario e forza di stabilizzazione
di Leandro Leggeri

Donald Trump si prepara a svelare un piano di ricostruzione “da miliardi di dollari” per la Striscia di Gaza e i dettagli sul dispiegamento di una Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF). L’annuncio è atteso per la prossima settimana, durante la prima riunione ufficiale del cosiddetto Board of Peace, l’organismo voluto e guidato dall’ex presidente statunitense.

Secondo fonti citate da Reuters, Trump renderà pubblici gli impegni finanziari assunti da diversi paesi, definiti “generosi”, e la disponibilità di più Stati a contribuire con “diverse migliaia di soldati” alla forza internazionale. Al vertice dovrebbero partecipare una ventina di capi di Stato, segnale dell’ambizione globale del progetto.

Il Board of Peace, lanciato da Trump a Davos lo scorso mese, include paesi come Turchia, Egitto, Arabia Saudita, Qatar e Indonesia, oltre a Israele, entrato formalmente nel board in questi giorni. Parallelamente, è stato costituito un organismo tecnocratico palestinese legato all’Autorità nazionale palestinese (ANP), destinato a subentrare all’amministrazione di Gaza oggi guidata da Hamas, sotto la supervisione del board.

Uno dei nodi centrali resta però il disarmo di Hamas. Secondo le stesse fonti, l’ISF avrebbe il compito di supervisionare questa fase, ma molti Stati coinvolti hanno espresso forti riserve. Diversi governi non intendono essere trascinati in un confronto diretto con Hamas né “finire il lavoro che Israele non è riuscito a completare” dopo due anni di guerra, preferendo un ruolo limitato al peacekeeping.

Hamas ha dichiarato di essere pronta a cedere l’amministrazione civile della Striscia, ma rifiuta di consegnare le armi senza la prospettiva concreta di uno Stato palestinese indipendente, ipotesi respinta dal governo israeliano. Anche tra i potenziali contributori dell’ISF emergono distinguo: l’Indonesia ha ribadito la disponibilità a inviare fino a 8.000 soldati come forza di pace, mentre il Pakistan ha escluso qualsiasi partecipazione a operazioni di disarmo forzato.

Il piano viene presentato mentre Israele continua a violare i termini della tregua, con attacchi quotidiani su Gaza e forti restrizioni all’ingresso degli aiuti umanitari. Dall’ottobre 2025 centinaia di persone sono state uccise e migliaia di edifici distrutti, alimentando il timore che Tel Aviv stia preparando una nuova offensiva militare.

In questo contesto, il progetto di Trump appare come un tentativo di ridefinire la governance di Gaza e il ruolo internazionale nella Striscia, ma resta circondato da incognite politiche, militari e umanitarie che rischiano di trasformare la “ricostruzione” in un nuovo terreno di scontro.

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