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Francesca Albanese risponde alla Francia
di Soumaila Diawara
Dopo la diffamazione del ministro degli Affari Esteri francese, che non ha avuto la decenza di ascoltare né di leggere le dichiarazioni di Albanese, cosa che avrebbe dovuto fare per dovere istituzionale, Francesca Albanese ha deciso di rispondere.
Ha replicato al ministro Barrot e, insieme, a tutta la destra italiana che l’ha accusata di antisemitismo e di odio senza neppure prendersi la briga di ascoltare, figuriamoci di comprendere, le sue parole.
Non si è limitata a una replica. Francesca Albanese ha giustamente contrattaccato, chiedendo, anzi pretendendo, le scuse del ministro per accuse che ha definito infamanti.
«Mi aspetto che il ministro si scusi, perché ha detto una cosa sbagliata. Se non lo farà, sarà malafede. C’è un’organizzazione il cui compito è quello di difendere l’apartheid israeliana che ha fatto circolare un video manomesso, poi corretto.
Non posso credere che il ministro degli Esteri abbia visto quello invece della mia risposta.
Mi ha accusata di antisemitismo e ha chiesto le mie dimissioni per aver detto una cosa che non ho detto, cioè che Israele è un nemico dell’umanità.
È una cosa folle. Siamo in una fase orwelliana, in cui la menzogna diventa verità e la verità, menzogna».
Al suo posto non avrei potuto rispondere meglio.
Chapeau.
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