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Eroi che salvano vite a Gaza
di Santina Sconza
Il professore Gian Franco Veraldi, direttore della Uoc Chirurgia vascolare Aoui di Verona, è nella striscia di Gaza in missione umanitaria medica dall’11 gennaio, con Palmed Europe, un’organizzazione non governativa affiliata all’Oms.
Veraldi è un professore associato dell’università di Medicina di Verona. E’ un luminare nel suo campo, un chirurgo vascolare esperto con oltre 7mila interventi eseguiti. È specializzato in ricostruzioni aortiche, rivascolarizzazioni e tecniche endovascolari/ibride, in trattamento di aneurismi (aorta addominale/toracica) e patologie steno-ostruttive.
Non è il primo medico che parte per dare assistenza e cure ad un popolo massacrato da bombe e missili.
Sono eroi silenziosi che credono nel giuramento di Ippocrate che li vincola al rispetto della vita, alla cura senza discriminazioni, al segreto professionale.
Curare tutti i pazienti con lo stesso impegno, a prescindere da razza, religione, nazionalità, condizione sociale o ideologia politica.
Questi medici, dedicano un po' della loro vita a chi è ferito andando a lavorare nei luoghi di guerra, mettendo a rischio la loro vita.
La consigliera Fdi Monica Castro dovrebbe forse andare con qualche medico nella Striscia di Gaza per capire che cos'è l'umanità, forse il suo cuore duro si scioglierebbe davanti a tanto sofferenza e dolore.
Il governo italiano preferisce il silenzio stampa su ciò che accade nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania perché complici con l'invio delle armi del criminale Netanyahu, complici di un genocidio che il governo di Israele sta attuando nei confronti di un popolo inerme.
E per fortuna, oltre le manifestazioni che si svolgono in Italia anche se spesso e volentieri i manifestanti pacifici vengono picchiati e arrestati, c'è chi avendo autorevolezza, esperienza ed umanità trasmette dei video dalla Striscia di Gaza per ricordare che quel popolo esiste e resiste.
Nel suo video Instagram Veraldi denuncia l’emergenza sanitaria a Gaza. «Qui la situazione è semplicemente drammatica, manca tutto, dai farmaci alla strumentazione, ovviamente anche chirurgica – spiega - Questo ospedale era l’orgoglio e il fiore all’occhiello della sanità palestinese, ma adesso la condizione dal punto di vista sanitario è pesante e difficile. Non è possibile attuare alcuna indagine diagnostica, mancano Ultrasound e Tac, ho eseguito interventi di microchirurgia con ferri assolutamente non idonei».
E aggiunge «Sotto il profilo umanitario la situazione è altrettanto drammatica: i bambini hanno fame e quando usciamo dall’ospedale vengono da noi a cercare un pasto che troppo spesso a loro manca."
Più di 1.677 operatori sanitari sono stati uccisi a Gaza negli ultimi due anni, sono eroi che salvano vite sacrificando o mettendo a repentaglio la loro.
Che differenza fra un medico che dà la vita e un politico che la toglie mandando armi.
L'ipocrisia dei giochi olimpici, tutto va bene madame la marchesa, con i politici portatori non di pace ma di morte in prima fila.
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