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Ricordo e vittimismo, il filo nero tra Italia e Stato Ebraico
di Antonio Matteini
La strategia comunicativa attuata dall'Italia rispetto all'etnocidio che ha messo in atto in Jugoslavia negli anni dell'occupazione, rischia di essere ripetuta da chi lo sta compiendo oggi un etnocidio.
Ci sono molte differenze, ma anche molte similitudini e lo Stato Ebraico rischia di cavarsela con un proprio Piazzale Loreto all'acqua di rose e un suo armadio della vergogna.
In Italia da destra viene starnazzato spesso che delle vicende del confine orientale non se n'è parlato per decenni.
Volontà di coprire i comunisti dicono, o forse no?
È assai più realistico che la volontà era quella opposta, ossia coprire i fascisti ed in generale l'Italia e le sue malefatte in giro per il mondo: dall'Etiopia alla Libia, dalla Grecia alla Jugoslavia appunto.
Se non accuso nessuno, nessuno accusa me; semplice.
Parlare delle foibe con la Jugoslavia in piedi sarebbe significato parlare di crimini commessi dal Regno d'Italia contro gli jugoslavi.
Morto Tito, morta la Jugoslavia non c'è stato più pericoli: si è potuto ergere i morti e gli esuli italiani a martiri, gettando nel dimenticatoio tutto il resto e tutti gli altri.
La storia è quella: i crimini vennero commessi dall'Italia nel periodo fascista.
Ciò che ci si è voluti scordare è che l'Italia di Badoglio (Luglio/Settembre 1943) si guardò bene dal modificare le proprie brutali politiche verso gli slavi e l'Italia post-fascista post liberazione si guardò bene dal consegnare alla Jugoslavia i criminali di guerra che reclamava per processarli (più di 700 individui).
Militari e civili con ruoli di comando che si macchiarono di crimini in Italia e fuori, restarono impuniti o addirittura mantennero il proprio ruolo facendo pure carriera.
A noi è bastato Piazzale Loreto e qualche regolamento di conti successivo, agli jugoslavi, giustamente no.
Oggi fa comodo al centrosinistra che per il resto deglutisce ogni ricostruzione fantasiosa fatta da destra, ribadire che i criminali erano i fascisti; è amaro ammetterlo, ma non erano i fascisti i criminali, ma gli italiani e il silenzio che è calato su quelle vicende per anni lo testimonia bene.
I criminali erano dunque fascisti per i non-fascisti di oggi (a definirli antifascisti non ce la fo, scusate), ma le vittime? No, le vittime avevano la sola colpa di essere italiane.
Alla fine gli etnocidi sono stati gli Jugoslavi, mica noi!
Ecco creata la memoria che mette d'accordo tutti. Basta dire che di noi era cattivo solo qualcuno e che noi lo abbiamo debellato, invece gli altri erano cattivi tutti e ce l'avevano con noi indistintamente da chi eravamo e cosa facevamo.
Non vi ricorda nulla? A me si, qualcosa che vediamo ogni giorno raccontato a reti unificate.
Eh si... sostituite i palestinesi agli jugoslavi, Israele con l'Italia, Hamas con i "feroci partigiani titini"; ancora non si può completare il cerchio, ma un giorno ci faranno sostituire il governo di Netanyahu con quello di Mussolini ed il gioco sarà fatto.
Per qualche anno, se lasciamo che le cose vadano così, calerà il silenzio su questi crimini.
Netanyahu a ciondoloni ad una pompa di benzina non lo vedremo mai, ma lui ed i personaggi più in vista del suo governo verranno fatti uscir di scena (senza far del male... sia mai che ricevono indietro cos'hanno riservato alle loro vittime).
Hanno pursempre una condanna della corte penale internazionale sul groppone.
Usciti di scena loro, Israele avrà da completare la distruzione della Palestina ed intanto plasmare e radicare una versione alterata della storia, così da poter creare una memoria collettiva così universalmente accettata che chiunque arrivi a metterla in discussione, sia ostracizzabile e silenziabile in quanto foriero di indecenze.
L'Italia ha riscoperto le foibe quando non aveva più una controparte interessata a dire che tra la memoria italiana e la realtà storica, c'era un abisso riempito di menzogne e numeri tirati a casaccio.
Così faranno loro; smantellato quel poco che rimane di Palestina, fatto in modo che nessun Popolo, nessuno Stato abbia gli strumenti e la forza per pretendere la verità; si accrediteranno nuovamente al mondo, all'opinione pubblica mondiale, sventolando il 7ottobre, tacendo nell'assenso generale tutto il resto.
O meglio, qualcuno del resto ne vorrà parlare, ci saranno gli eredi di chi oggi fa opposizione a Netanyahu che ne parlerà, ma come di crimini riconducibili ad un leader ed un Sistema di Potere di cui già ci si è liberati e scordati.
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