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La vita dei poveri non vale niente, per loro
di Hilarry Sedu *
È giusto piangere dei figli di Napoli che perdono la vita in modo sconcertante come è accaduto a Scampia, ma fermiamoci a riflettere.
Un ballatoio di un edificio delle case popolari che crolla e tragicamente fa vittime, non è opera del diavolo o dei missili di Putin.
È una malevola incuria da parte dell’ente gestore delle case popolari. È un atto criminale di amministratori e dirigenti lautamente pagati che omettono - in modo camorristico - qualsiasi responsabilità perché si sentono intoccabili.
Si indaghi quand’è stata l’ultima volta che l’ente gestore delle case popolari abbia eseguito lavori di manutenzione o di ristrutturazione, oppure messa in sicurezza.
Gli stessi dirigenti dell’ente gestore delle case popolari, indebitamente pagati (viste le condizioni di degrado in nettezza e pericolo strutturale degli alloggi in cui i cittadini erano costretti a vivere già in tempo notoriamente anteriore all’evento tragico) vivono felicemente nei loro palazzi di agio ignorando qualsiasi esigenza dei cittadini al diritto di vivere in case salubri, dignitose e pulite nelle aree comuni.
Ora piangiamo i morti, invece, dovremmo piangere i vivi, quelle bestie, che come Ponzio Pilato se ne son sempre lavate le mani.
È la vita di questi sedicenti dirigenti ed amministratori vivi a non valere niente.
* Avvocato
 
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