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10 febbraio 2026
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A 5 anni deve pagare per il 7 ottobre
di Rosa Rinaldi

Un Tribunale distrettuale di Gerusalemme ha respinto una petizione volta a consentire a un bambino palestinese di 5 anni, affetto da un cancro aggressivo, di entrare in Israele dalla Cisgiordania per cure salvavita, a causa della sua residenza registrata a Gaza.

E si sa che a nessun malato di Gaza è permesso di uscire per curarsi.

Ma il bambino in realtà risiede in Cisgiordania, ma il Tribunale lo ha lo condannato lo stesso a morte. Esattamente come capitò al papà del bimbo, morto di cancro tre anni fa.

E questo evento sottolinea ancora una volta il fatto che a Gaza ci sono migliaia di bambini che non possono uscire per curarsi. E non possono curarsi neanche dentro, visto il blocco degli aiuti.

Ci vuole un bel coraggio a chiamarla "guerra" o a scrivere che Gaza era un "territorio libero", come ignobilmente qualcuno continua a ripetere.

Comunque così commenta questo orribile fatto la pediatra israeliana Michal Feldon:
(Traduzione)

"Israele continua a uccidere bambini.
Alcuni li uccide con i bombardamenti.
Alcuni li uccide impedendo l’accesso alle attrezzature mediche.
Alcuni li uccide arrestando il personale sanitario e impedendo l’ingresso a Gaza di équipe mediche e organizzazioni umanitarie straniere.
Alcuni li uccide con una sentenza individuale contro un singolo bambino specifico, il cui unico “crimine” al mondo è stato il luogo in cui è nato.
È nato a Gaza.
E per sua sfortuna si è ammalato di cancro durante una “guerra” che ha trasformato tutti gli abitanti di Gaza in “coinvolti”, “minacce per la sicurezza” e “meritevoli di morte”.

L’onorevole giudice ha emesso una condanna a morte per questo bambino.

Il motivo? Il 7 ottobre. È scritto esplicitamente nella sentenza.

Parallelamente alla rabbia infinita che chiunque entri in contatto con questo caso prova dopo ieri, devo anche menzionare le persone e le organizzazioni che fanno tutto il possibile per aiutare e salvare vite umane.

Sapete chi siete.

E per fortuna, davvero per fortuna, ci siete voi.

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