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Qualcuno si ricorda di Niscemi?
di Elisa Fontana
Molta carne c’è al fuoco della politica della nostra mitica presidenterrima che si sta dividendo su molti campi. Iniziamo con quella che in altri tempi sarebbe apparsa come una barzelletta che non fa ridere: chi manifesta contro le Olimpiadi è nemico dell’Italia.
Certo, fa ridere trovare ad una libera manifestazione contro i Giochi addirittura una connotazione antipatriottica, ma niente è fatto a caso. Non sono i Giochi che impensieriscono nostra signora dei social, ma è la prima parte della frase che disvela il vero sentire: chi manifesta.
Il vero bersaglio è chi manifesta a 360°, risultando una inaccettabile sfida a questo meraviglioso governo. E oggi sono i Giochi, ma potrebbe essere qualsiasi la causale di cotanto disprezzo, non è l’oggetto che interessa, è l’atto che è intollerabile, se ancora ricordiamo le manganellate senza pietà ai liceali di Pisa che manifestavano pacificamente. Ed eravamo solo agli albori di questa splendida compagine.
Meloni ha continuato straparlando di “spaventosa deriva illiberale della sinistra” per difendere un comico senza mutande che evidentemente esprime appieno l’egemonia culturale della destra. Ma il comico smutandato c’entra fino ad un certo punto, perché lui per primo ha scritto che rinunciava a Sanremo per gli insulti ricevuti sui social. Tranne voler sostenere che tutto Internet è in mano ai comunisti e se avete pazienza arriveremo pure a questo.
Ma il vero bersaglio di tutta questa manfrina sono le opposizioni, il nemico del giorno era quello, altrimenti non si spiegherebbe il lessico pesantissimo usato a fronte dell’inconsistenza del contendere. Ha risposto al nulla con un colpo di cannone.
Ma l’opera di Giorgina viene fiancheggiata ed aggravata dai corifei di governo. Da quel Piantedosi che maneggia il ritorno delle Brigate Rosse come fatto assodato e pericoloso, ma non si ferma lì, anzi oggi in una improvvida intervista al Corriere arriva a chiedere senza vergogna “l’opposizione collabori a difendere lo Stato”.
Perché ormai funziona così, un ministro dell’interno parla di difesa dello Stato, che dunque sarebbe sotto attacco, chiamando alle sue responsabilità l’opposizione, chiacchierandone amabilmente con una giornalista di un giornale più che amico.
Piantedosi, ma lei deve ricordarsi di essere ministro e se ha notizie così gravi e preoccupanti deve andare in Parlamento, spiegare dettagliatamente il perché di questo allarme, nomi, fatti, circostanze e dopo, solo dopo, chiedere la collaborazione delle opposizioni alla difesa dello Stato, non parlare come se fosse al bar con la stampa. Altrimenti potrebbe venire il sospetto, ma solo il sospetto badi bene, che non dobbiamo difendere lo Stato, ma difenderci da ministri tanto loquaci quanto vani.
Ma alla fine qual è la morale di tutta questa storia? Che la nostra presidenterrima sta alzando consapevolmente l’asta della tensione giorno dopo giorno, incurante delle gravi responsabilità politiche ed etiche che gravano in capo ad un presidente del consiglio, in questo chiarissimo disegno aiutata senza remore dai componenti del governo e della maggioranza.
Sfugge al momento fin dove voglia spingersi e fino a quando, spero solo che questa voluta chiamata a tempi e stagioni che abbiamo superato non le scoppi in mano, perché non sarebbe un bene per nessuno, non essendo mai stata io una tifosa del tanto peggio tanto meglio.
Che ritrovi un minimo di serietà, lasci perdere i martiri smutandati e si occupi dei millemila problemi che affliggono l’Italia e che in tre anni non è riuscita nemmeno a scalfire. Altrimenti si dimetta dignitosamente, ma non evochi e non faccia evocare terrorismi a cui abbiamo già pagato un grandissimo contributo di sangue.
Ad esempio, presidenterrima, Niscemi le evoca qualcosa o dobbiamo mandarle una guida del Touring?
 
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