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10 febbraio 2026
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Campi coloniali
di Emma Buonvino

I campi coloniali: non sono un' eccezione, ma metodo.

I campi non nascono con il nazismo. Nascono prima, nei sistemi coloniali europei.

Il loro scopo non è solo rinchiudere: è rifare l’essere umano sotto dominio.

Separare, isolare, piegare, spezzare.

Il modello originario : Cuba (1896)

Gli spagnoli creano i primi campi di reconcentración: contadini deportati fame, malattie, morte di massa, punizione collettiva.

Non per ciò che avevano fatto, ma per ciò che avrebbero potuto sostenere.

Impero britannico – Sudafrica (1899–1902)

Campi di concentramento per donne e bambini boeri:
oltre 26.000 morti.
Fame come strumento
sorveglianza totale.

Qui nasce il principio: controllare la popolazione = spezzarne il tessuto sociale.

Algeria: il laboratorio della tortura.

Qui il collegamento è totale.

Durante la guerra d’Algeria: campi di raggruppamento, interi villaggi svuotati, milioni di persone deportate.

Nei campi: interrogatori sistematici, tortura elettrica, violenze sessuali, sparizioni.

I generali francesi lo ammetteranno dopo: la tortura non era un abuso era una tecnica di governo coloniale.

Sudafrica: apartheid

I campi non sono chiamati così:
township
bantustan
prigioni politiche.
Ma il principio è identico: spazio segregato, diritto sospeso, violenza amministrata.

La tortura diventa: routine carceraria, strumento di intimidazione, messaggio collettivo.

Israele / Palestina: continuità coloniale.

Nei Territori Occupati: prigioni militari, campi di detenzione, centri di interrogatorio.
Gaza come campo a cielo aperto.

Caratteristiche identiche: detenzione senza processo, interrogatori coercitivi, punizione collettiva, controllo totale dei corpi.

Non serve chiamarli “campi di concentramento”
perché funzionano come tali.

Cosa accomuna tutti i campi coloniali?

Sempre le stesse funzioni: Sospendere il diritto, Normalizzare la tortura, Distruggere l’identità, Trasformare la paura in disciplina, Educare alla sottomissione.

La tortura nei campi non serve a sapere: serve a dominare.

Leibowitz (filosofo israeliano) aveva colto il punto essenziale: Quando uno Stato occupa, deve creare spazi dove la legge non vale.

Quegli spazi diventano campi. E nei campi, la tortura è inevitabile.
Non per sadismo. Per funzionamento del sistema.

I campi coloniali non sono deviazioni della civiltà.

Sono il luogo in cui la civiltà coloniale mostra la sua verità e la sua vera faccia.

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