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Buoni e cattivi
di
Mario Cosenza *
Se c'è una cosa che è veramente intollerabile e segno di una gravissima patologia della sfera comunicativa è il mix grottesco tra principio di autorità e necessità di appioppare una morale da Universo Marvel agli accadimenti del mondo.
L'autoritarismo nascosto è sommamente rappresentato dall'impossibilità di critica che in Italia c'è riguardo una figura in particolare, il Presidente della Repubblica. Credo che la regressione nel dibattito pubblico post prima repubblica emerga al meglio proprio riguardo la posizione riguardo il Quirinale. A distanza di 80 anni dal Referendum, la Monarchia è pienamente tornata.
Meglio, sono tornate proprio forme Imperiali di rapportarsi al vertice dello Stato. In Italia è vivissima la Lesa Maestà - e il suo polo antitetico necessario, il servilismo. La cosa peggiore è che questo autoritarismo ha di norma le forme "soft" dei peana dei giornalisti giusti, quelli dei buoni sentimenti, delle esaltazione delle piccole virtù di questo o quel potente, quelli che credono di poper paralizzare le critiche dietro alla narrazione da Mulino Bianco.
A questo, si lega ciò che dicevo su Buoni e Cattivi e Morale un tanto al chilo: prendiamo il caso Noam Chomsky (lasciamo stare la politica internazionale perché sarebbe troppo facile).
In seguito alla rivelazione dei suoi rapporti con Epstein - che configurano, va detto, quanto meno un livello di ingenuità francamente incredibile in un'intelligenza come la sua, di cui è lecito essere comunque sorpresi - ho letto svariati e orgogliosi post stile "vendesi tutti i libri di Chomsky", "come ho potuto leggerlo prima?" etc etc.
Si può dire? Che banalità, che morale da asilo nido. I buoni, i cattivi, qualcuno dietro la lavagna, le punizioni. Scompaiono le idee, scompare una vita intera di studio, si confonde schieramento intellettuale e privato (spesso squallido, per carità), una bella torta di "cattivone, vai via" a sostituire contesti ed errori reali - che meritano una discussione seria - con un tratto di evidenziatore colorato.
(N.B: Il tutto, per coprire l'unica cosa evidente di quel marasama che hanno tirato fuori - alla rinfusa, appositamente, per cercare di coprire il tutto proprio proprio esponendolo al massimo, creando un'infodemia che faccia dire "beh, non ci capisco niente, amen" - ossia il fatto che il Mondo intero è ricattato e ricattabile da un unico Stato. Quello democratico, a breve non criticabile pena reato, quello "che fa il lavoro sporco per noi in quell'angolo di Mediterraneo" insomma, ci siamo capiti).
Questa necessità della patente di bontà, degli Idoli, dei Cattivoni, la scomparsa di un discorso articolato, l'impossibilità della critica, la corsa a schierarsi per la scarica di adrenalina da visibilità cosa sono se non i segni di una desolante scomparsa della cultura politica di massa, in cui i grandi contenitori servivano da "correttori" alle idiosincrasie dei singoli, alle antipatie, alla necessità di sparare fuori la propria opinione in trenta secondi netti?
Serve urgentemente capacità di ponderare, mediare e, talvolta, tacere.
* Ricercatore in Filosofia
 
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