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Laboratorio Palestina: Gaza come poligono sperimentale
di Emma Buonvino
Su Gaza non si è combattuta una “guerra”.
Si è testato un arsenale.
Israele ha usato – in modo sistematico e su una popolazione intrappolata – armi vietate o fortemente limitate dal diritto internazionale, oppure armi legali usate in modo illegale contro civili.
Ecco cosa è stato usato.
1. Fosforo bianco
Usato più volte su aree densamente popolate.
Il fosforo brucia la carne fino all’osso, non si spegne con l’acqua e provoca mutilazioni permanenti.
Il suo uso in zone civili è vietato dalle Convenzioni internazionali.
A Gaza è stato impiegato sopra case, scuole, campi profughi.
2. Bombe a guida di precisione di grande potenza (JDAM, MK-84, MK-83)
Ordigni da 500 a 2.000 libbre, progettati per distruggere edifici interi.
Usarli in una delle aree più densamente popolate del pianeta è una violazione del principio di proporzionalità.
Non sono “errori”: sono scelte.
3. Armi esplosive ad ampio raggio in aree urbane
Missili, bombe termobariche e ordigni ad alto potenziale che polverizzano interi isolati, creando onde d’urto letali anche per chi non è colpito direttamente.
Effetti: amputazioni traumatiche, schiacciamento di organi interni, bambini senza arti.
4. DIME (Dense Inert Metal Explosives) – sospette
Ordigni che causano amputazioni nette, con pochissimi frammenti visibili ma devastazione dei tessuti molli.
Medici di Gaza hanno descritto corpi smembrati senza schegge: un segnale tipico di queste armi, già osservate in precedenti offensive israeliane.
5. Armi usate contro infrastrutture civili vitali
Ospedali, ambulanze, impianti idrici, panifici, silos di grano.
Colpire intenzionalmente ciò che mantiene in vita una popolazione è un crimine di guerra.
I NUMERI CHE INCHIODANO
Secondo stime convergenti di fonti militari e analisti internazionali:
oltre 70.000 tonnellate di bombe ed esplosivi sono state sganciate su Gaza in pochi mesi.
Per capirci:
– più bombe che su Dresda
– più esplosivo che su Hiroshima (in equivalente convenzionale)
– su 365 km², con 2,3 milioni di persone inermi e bloccate.
Il risultato non è “danno collaterale”.
È distruzione programmata.
QUESTO NON È AUTODIFESA
È l’uso di armi proibite, o usate illegalmente,
contro una popolazione civile
inermi, affamata, ferita.
Gaza non è un fronte.
È un laboratorio di morte.
E il mondo guarda.
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