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07 febbraio 2026
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Olimpiadi: fischi e proteste contro USA e Israele
di Viola Fiore

La cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, tenutasi venerdì, è stata segnata da udibili fischi da parte della folla all'ingresso delle delegazioni di Stati Uniti e Israele allo stadio di San Siro.

Il vicepresidente statunitense J.D. Vance e il Segretario di Stato Marco Rubio hanno guidato la delegazione USA.

Mentre Vance appariva sul maxischermo dello stadio, sventolando la bandiera statunitense, la folla ha risposto con fischi, secondo la diretta dell'evento. "Ecco il vicepresidente J.D. Vance e sua moglie Usha. Ops, sono un sacco di fischi per lui", si è sentito dire da un annunciatore durante la trasmissione.

La reazione è seguita a giorni di tensione per la partecipazione degli agenti dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE) statunitense alla sicurezza olimpica.

Il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha confermato la presenza di personale investigativo della Sicurezza Interna a Milano, scatenando proteste diffuse e l'opposizione di parlamentari e cittadini.

"Non sono benvenuti a Milano", ha dichiarato il sindaco di Milano Giuseppe Sala in un'intervista radiofonica, definendo l'ICE una "milizia che uccide".

Migliaia di persone si sono radunate in Piazza 25 Aprile lo scorso fine settimana per manifestare contro la presenza degli agenti e sollevare preoccupazioni sulle violazioni dei diritti civili.

La presidente del Comitato Olimpico Internazionale Kirsty Coventry ha risposto alle preoccupazioni prima della cerimonia, affermando: "Spero che la cerimonia di apertura sia vista da tutti come un'opportunità per essere rispettosi gli uni degli altri".

Anche la delegazione israeliana, composta da nove olimpionici e un paralimpico, ha dovuto affrontare una "manciata di fischi" al suo ingresso nello stadio, sebbene il frastuono della folla sia stato ampiamente coperto dalla musica.

Ulteriori proteste sono state segnalate a Cortina d'Ampezzo e Predazzo, dove si sono svolte sfilate simultanee.

Oltre 800 atleti sono stati uccisi a Gaza dall'inizio dell'offensiva israeliana il 7 ottobre 2023, mentre la comunità sportiva continua a soffrire a causa dei bombardamenti, della carestia e del collasso delle infrastrutture, secondo funzionari palestinesi.

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