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07 febbraio 2026
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Pace chiesta nei porti d'Europa e alle Olimpiadi
di Santina Sconza

. Si, i portuali si rifiutano di lavorare per la guerra.

Mentre ieri tutti incollati davanti tv e social per l'apertura dei giochi olimpici invernali, a Pireo, Genova, Paesi Baschi, i portuali di 21 scali europei hanno incrociato le braccia per chiedere migliori condizioni di lavoro e denunciare il ruolo della logistica nelle guerre.

Tutti uniti contro il pacchetto europeo Omnibus Defence. Tra gli scali coinvolti ci sono i più trafficati d’Europa.

La mobilitazione indetta in Italia dal sindacato Usb, che sta facendo la storia della pace, unisce il rifiuto dei traffici bellici alla denuncia del peggioramento di salari e condizioni di lavoro.

A Ravenna i manifestanti hanno sfilato contro il traffico di armi e la presenza di Israele nel porto.

È importante ciò che è accaduto a Cagliari, il Consiglio comunale ha approvato nei giorni scorsi un ordine del giorno che impegna sindaco e Giunta ad attivarsi contro il transito di armi nel porto cittadino, a chiedere iniziative per interrompere la movimentazione di materiali esplosivi e ad aprire un tavolo permanente di monitoraggio.

La delibera è importante sia perché richiama l’articolo 11 della Costituzione ma soprattutto la legge 185 del 1990 che disciplina il controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, vincolandoli alla politica estera e di difesa dello Stato.

Essa vieta la vendita di armi a paesi in conflitto armato, responsabili di violazioni dei diritti umani o sotto embargo, imponendo trasparenza bancaria.

La delibera è importante soprattutto perché i comuni possono chiedere trasparenza anche se la gestione dei porti dipende dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, il Comune può chiedere accesso agli atti e proporre un portale pubblico con report periodici sul trasporto delle armi.

Non si possono trasportare armi ad Israele accusata di genocidio.

I portuali ieri con l'apertura dei giochi olimpici invernali, hanno dato una lezione di pace ai vari ministri europei e USA presenti.

I portuali hanno denunciato l’uso dei porti come snodi militari e chiedono che le banchine non diventino infrastrutture di guerra.

I portuali non vogliono essere complici di genocidi, le loro braccia sono fatte per trasportare pace e non armi che uccidono e distruggono gli umani e i territori.

Intanto, per l'apertura dei giochi olimpici, fischi per il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance inquadrato al passaggio della (numerosissima) delegazione americana.

Fischi hanno accolto la delegazione degli atleti israeliani allo stadio di San Siro, in occasione della cerimonia di apertura dei giochi di Milano-Cortina.

Si perché mentre i politici vogliono la guerra il popolo vuole PACE.

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