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Israele sostiene milizie contro Hamas ma con dubbi risultati
di Mauro W. Giannini
Israele ha segretamente sostenuto le milizie armate che operano nella Striscia di Gaza con denaro, armi e protezione sul campo nel tentativo di contrastare Hamas, ha riferito venerdì il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, esprimendo al contempo scetticismo sull'impatto di questa strategia.
Il quotidiano ha affermato che, secondo fonti straniere, Israele ha fornito alle milizie fucili e munizioni, oltre ad assistenza logistica come carburante, cibo, veicoli e altri rifornimenti.
Secondo il rapporto, il sostegno ha permesso alle milizie di operare in aree vicine agli schieramenti di truppe israeliane, consentendo loro di trincerarsi vicino alle zone controllate da Israele all'interno dell'enclave. Il costo del supporto è stimato in decine di milioni di shekel, finanziato dal bilancio dell'esercito israeliano.
Le milizie operano in aree sotto la presenza militare israeliana, poiché Israele continua a controllare oltre il 53% del territorio di Gaza in base all'accordo di cessate il fuoco del 10 ottobre.
Yedioth Ahronoth ha affermato che i gruppi operano al di fuori delle strutture di comando formali e al di là della supervisione diretta dell'esercito israeliano o dell'agenzia di sicurezza Shin Bet, e sono schierati per ruoli tattici strettamente definiti.
Questi ruoli includono la ricerca di combattenti di Hamas nei tunnel o tra le macerie vicino alle posizioni israeliane, nonché l'esecuzione di arresti volti a ridurre i rischi per i soldati israeliani, si legge nel rapporto.
Il quotidiano ha osservato che la milizia guidata da Yasser Abu Shabab, prima del suo assassinio, era l'unico gruppo che operava con tale visibilità pubblica, diffondendo video volti a segnalare fiducia e sfida nei confronti di Hamas.
Il rapporto afferma che la politica ha suscitato critiche all'interno di Israele, con valutazioni secondo cui le milizie non hanno la capacità organizzativa o la legittimità popolare necessarie per rappresentare una vera sfida ad Hamas o al suo braccio armato.
Di conseguenza, gli analisti citati dal quotidiano hanno affermato che è improbabile che questi gruppi possano sostituire Hamas, che a loro dire ha ripristinato la sua influenza e rafforzato il controllo durante il periodo di cessate il fuoco.
"In assenza di una leadership centralizzata o di una struttura coerente, le valutazioni indicano che le possibilità delle milizie di spodestare Hamas rimangono limitate", si legge nel rapporto.
Il quotidiano ha anche fatto paragoni con la passata dipendenza di Israele dalle milizie alleate in Libano durante gli anni '80, sottolineando che l'eredità del massacro di Sabra e Shatila continua a plasmare la percezione pubblica e internazionale.
Ha ricordato che le milizie sostenute da Israele hanno compiuto uccisioni di massa di palestinesi durante la prima guerra del Libano, scatenando diffuse condanne e accuse internazionali contro Israele e il suo esercito.
Il massacro di Sabra e Shatila avvenne il 16 settembre 1982, quando le milizie libanesi sostenute dalle forze israeliane entrarono nei campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila, a Beirut ovest, in seguito all'invasione israeliana del Libano.
Nell'arco di tre giorni, furono uccisi tra 2.000 e 3.500 civili, per lo più palestinesi, tra cui donne, bambini e anziani.
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