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Villaggi palestinesi cancellati e soppiantati - 1
di Emma Buonvino
COSA SORGE OGGI SUI VILLAGGI PALESTINESI DISTRUTTI ?
Dopo il 1948, Israele ha sistematicamente impedito il ritorno dei profughi palestinesi e ha:
raso al suolo i villaggi,
piantato foreste “artificiali”,
costruito kibbutz, moshav, città,
rinominato i luoghi con nomi ebraici.
ESEMPI EMBLEMATICI
Deir Yassin
Oggi: Givat Shaul (quartiere ebraico di Gerusalemme Ovest)
Nessuna targa commemorativa per le vittime palestinesi
Lifta (Gerusalemme)
Villaggio svuotato nel 1948
Oggi: area “turistica” e progetto immobiliare di lusso
Le case palestinesi ancora in piedi, ma è vietato il ritorno ai proprietari.
Tantura
Oggi: Dor Beach + Kibbutz Dor
Sopra le fosse comuni: parcheggi e spiagge
I resti dei corpi sono ancora lì, sotto la sabbia
Saffuriyya
Oggi: Moshav Zippori e Foresta nazionale
La moschea del villaggio usata come stalla per decenni
Al-Birwa
Villaggio del poeta Mahmoud Darwish
Oggi: Ahihud e Yas’ur
Nessuna traccia ufficiale dell’esistenza palestinese
Lubya
Oggi: Foresta Sud Africa (finanziata dal Jewish National Fund)
Le foreste furono piantate per cancellare le rovine
Imwas, Yalu, Beit Nuba
Distrutti nel 1967 ma già svuotati
Oggi: Canada Park
Profughi palestinesi ancora vivi, a pochi km, inermi
Questo schema si ripete centinaia di volte:
villaggio distrutto → nome cancellato → nuova colonia → memoria negata
NON ERANO “TERRITORI VUOTI”
Prima del 1948, la Palestina era costellata da oltre 500 villaggi palestinesi:
case, uliveti, scuole, moschee, chiese, mercati, vita.
Tra il 1947 e il 1949, milizie sioniste armate — Irgun, Lehi, Haganah, Palmach —
hanno attaccato, terrorizzato e distrutto sistematicamente queste comunità.
- Deir Yassin: 101–140 civili massacrati.
- Tantura: oltre 200 uomini fucilati e sepolti in fosse comuni.
- Lydda: centinaia di morti, 50.000 persone espulse a piedi sotto il sole.
- Sa’sa’, Balad al-Shaykh, Abu Shusha: villaggi spazzati via, case minate con le famiglie dentro.
Oggi, sopra quei villaggi
sorgono kibbutz e città israeliane,
foreste artificiali nascondono le rovine,
spiagge e parcheggi coprono fosse comuni.
I profughi palestinesi — oltre 700.000 — non hanno mai potuto tornare.
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