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05 febbraio 2026
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Villaggi palestinesi cancellati e soppiantati - 1
di Emma Buonvino

COSA SORGE OGGI SUI VILLAGGI PALESTINESI DISTRUTTI ?

Dopo il 1948, Israele ha sistematicamente impedito il ritorno dei profughi palestinesi e ha: raso al suolo i villaggi, piantato foreste “artificiali”, costruito kibbutz, moshav, città, rinominato i luoghi con nomi ebraici.

ESEMPI EMBLEMATICI

Deir Yassin
Oggi: Givat Shaul (quartiere ebraico di Gerusalemme Ovest)
Nessuna targa commemorativa per le vittime palestinesi

Lifta (Gerusalemme)
Villaggio svuotato nel 1948
Oggi: area “turistica” e progetto immobiliare di lusso
Le case palestinesi ancora in piedi, ma è vietato il ritorno ai proprietari.

Tantura
Oggi: Dor Beach + Kibbutz Dor
Sopra le fosse comuni: parcheggi e spiagge
I resti dei corpi sono ancora lì, sotto la sabbia

Saffuriyya
Oggi: Moshav Zippori e Foresta nazionale
La moschea del villaggio usata come stalla per decenni

Al-Birwa
Villaggio del poeta Mahmoud Darwish
Oggi: Ahihud e Yas’ur
Nessuna traccia ufficiale dell’esistenza palestinese

Lubya
Oggi: Foresta Sud Africa (finanziata dal Jewish National Fund)
Le foreste furono piantate per cancellare le rovine

Imwas, Yalu, Beit Nuba
Distrutti nel 1967 ma già svuotati
Oggi: Canada Park

Profughi palestinesi ancora vivi, a pochi km, inermi

Questo schema si ripete centinaia di volte: villaggio distrutto → nome cancellato → nuova colonia → memoria negata

NON ERANO “TERRITORI VUOTI”

Prima del 1948, la Palestina era costellata da oltre 500 villaggi palestinesi: case, uliveti, scuole, moschee, chiese, mercati, vita.

Tra il 1947 e il 1949, milizie sioniste armate — Irgun, Lehi, Haganah, Palmach — hanno attaccato, terrorizzato e distrutto sistematicamente queste comunità.

- Deir Yassin: 101–140 civili massacrati.

- Tantura: oltre 200 uomini fucilati e sepolti in fosse comuni.

- Lydda: centinaia di morti, 50.000 persone espulse a piedi sotto il sole.

- Sa’sa’, Balad al-Shaykh, Abu Shusha: villaggi spazzati via, case minate con le famiglie dentro.

Oggi, sopra quei villaggi sorgono kibbutz e città israeliane, foreste artificiali nascondono le rovine, spiagge e parcheggi coprono fosse comuni.

I profughi palestinesi — oltre 700.000 — non hanno mai potuto tornare.

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