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Israele uccide o segna a vita i bambini palestinesi
di Emma Buonvino
COME LO STATO ISRAELIANO UCCIDE, TORTURA E SEGNA A VITA I BAMBINI PALESTINESI
Non è un incidente.
Non è “collaterale”.
È una pratica continua, sistemica e impunita che prende di mira i più vulnerabili: i bambini.
I NUMERI CHE NON SI POSSONO IGNORARE
Nel 2025 almeno 600 bambini palestinesi sono stati arrestati e detenuti nelle carceri israeliane, e circa 350 sono ancora in custodia — molti senza accuse formali e sotto detenzione amministrativa.
ilgiornaleditalia.it
Dal 7 ottobre 2023, si stimano oltre 1.200 bambini arrestati solo nella Cisgiordania occupata e Gerusalemme Est.
cda.gov.ps
Negli ultimi decenni, circa 7.000 bambini palestinesi tra i 9 e i 17 anni sono stati arrestati, interrogati e detenuti dall’esercito israeliano.
Egypt Independent
I BAMBINI TORTURATI: UNA REALTÀ DOCUMENTATA
Una ricerca di Defense for Children International – Palestine ha raccolto 325 testimonianze dirette di bambini tra il 2021 e l’agosto 2025.
Di questi:
circa il 74 % ha subito violenza fisica durante la detenzione;
oltre un quarto (26 %) è stato sottoposto a abuso di posizioni di stress durante interrogatori coercitivi;
il 58 % è stato negato un adeguato cibo e acqua;
il 21 % è stato isolato in celle di solitudine per più di due giorni.
Questi non sono casi isolati: sono condizioni coerenti con le definizioni internazionali di tortura fisica e psicologica, documentate da un organismo internazionale che si occupa dei diritti dei minori.
dci-palestine.org
IL SEGNO PERMANENTE: COSA RESTA NEI BAMBINI
Queste violenze non si limitano a ore o giorni di sofferenza: l’abuso fisico, psicologico e l’isolamento forzato lasciano traumi profondi e duraturi.
Studi psicologici e rapporti di organizzazioni per i diritti dei bambini mostrano che:
i traumatismi post-detentivi persistono per anni;
molti ex detenuti soffrono di ansia cronica, disturbi da stress post-traumatico, depressione e comportamenti regressivi;
il senso di insicurezza e sfiducia verso il futuro diventa un fardello quotidiano che compromette intere generazioni.
Non si tratta di statistiche astratte: sono vite segnate a vita, bambini che portano dentro sé storie di paura, umiliazione e ferite invisibili difficili da guarire.
LA COMPLICITÀ DELL’OCCIDENTE
Mentre i numeri aumentano e le testimonianze si accumulano,
molti governi occidentali continuano a fornire sostegno militare e politico a Israele;
le istituzioni internazionali spesso confinano le loro risposte a dichiarazioni verbali di condanna;
i principali media mainstream minimizzano o normalizzano questi abusi, contribuendo a un clima di impunità.
Questa copertura diplomatica e mediatica finisce per proteggere chi commette i crimini e lascia le vittime senza giustizia.
PERCHÉ È COSÌ IMPORTANTE PARLARNE
Quello che accade ai bambini palestinesi non è un effetto collaterale: ha caratteristiche sistemiche, è documentato da testimonianze dirette e da rapporti indipendenti, e viola i diritti internazionali dei minori. È un’emergenza di diritti umani che non può essere ignorata.
Questa è una chiamata alla coscienza collettiva:
non solo per contare le vittime, ma per riconoscerle come esseri umani con diritti, sogni e un futuro — un futuro che nessun bambino dovrebbe mai perdere.
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