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04 febbraio 2026
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Gaza: il trauma dei bambini non ha tregua
di Emma Buonvino

La salute mentale dei bambini di Gaza quando il trauma non è un evento, ma l’ambiente.

A Gaza il trauma infantile non è una reazione a qualcosa che è successo. È la risposta adattiva a qualcosa che continua a succedere.

Trauma continuo, non post-traumatico

Nei manuali si parla di PTSD (disturbo post-traumatico).

A Gaza questa definizione è insufficiente.

I bambini vivono: bombardamenti ripetuti; sirene, esplosioni, crolli; fughe notturne, urla, sangue; perdita improvvisa di genitori, fratelli, amici.

Ma non c’è un “dopo” in cui il cervello possa rielaborare.

Il sistema nervoso resta costantemente in allarme.

Questo produce trauma complesso: il cervello cresce dentro la paura; lo stress diventa la normalità biologica.

Segni profondi, spesso invisibili

Nei bambini di Gaza si osservano:

mutismo improvviso; enuresi notturna; regressione (tornano a comportamenti di età precedenti); incubi cronici, terrore del sonno; attacchi di panico anche in silenzio.

Molti non piangono più. Non perché stiano meglio, ma perché il pianto è finito.

Identità spezzata in formazione

Un bambino costruisce sé stesso attraverso: sicurezza; fiducia negli adulti; prevedibilità del mondo.

A Gaza: nessun luogo è sicuro; gli adulti sono impotenti; il mondo è imprevedibile e ostile.

Questo genera: senso di colpa per essere sopravvissuti; convinzione profonda di non valere nulla; difficoltà a immaginarsi vivi da adulti.

Alcuni bambini dicono: “Non penso al futuro. Penso solo a oggi.” Questo, in psicologia, è un segnale gravissimo.

Il corpo registra tutto

Il trauma infantile non resta nella mente: altera lo sviluppo cerebrale; modifica la risposta allo stress; aumenta il rischio futuro di depressione, dissociazione, malattie psicosomatiche.

Il corpo di un bambino traumatizzato impara che il mondo è pericoloso e non dimentica.

Assenza di supporto psicologico

Anche quando il trauma è riconosciuto: mancano psicologi infantili; mancano spazi sicuri; mancano continuità e cure.

Come curi una mente ferita mentre cadono le bombe?

Come chiedi a un bambino di “rilassarsi” quando sa che domani potrebbe non esserci?

La verità più crudele

La salute mentale dei bambini di Gaza non è danneggiata per caso.

È compromessa da: assedio; bombardamenti ripetuti; privazione sistemica; negazione della sicurezza.

Quando un’intera generazione cresce così, non stai solo traumatizzando dei bambini: stai ipotecando il futuro di un popolo.

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