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Francesca Albanese ha presentato il nuovo rapporto alla Camera
di Soumaila Diawara
La Palestina continua a essere distrutta, Gaza è sotto assedio. Con queste parole Francesca Albanese ha esordito alla Camera dei Deputati durante la conferenza stampa di presentazione del suo nuovo rapporto, Genocidio di Gaza: un crimine collettivo.
La Relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati ha spiegato di essere stata costretta a redigere il rapporto dal Sudafrica, a causa delle condizioni di totale inagibilità in cui versano la Striscia di Gaza e la Cisgiordania.
Il 31 gennaio bambini palestinesi sono morti in seguito ad attacchi mirati, mentre altri continuano a morire di freddo, ha sottolineato. Le pratiche di espropriazione delle terre in Cisgiordania si moltiplicano: quello esercitato dai coloni è un vero e proprio terrore.
Nel suo intervento, Albanese ha inoltre denunciato una crescente repressione dei movimenti di solidarietà con la Palestina, definendola una forma di sostegno incondizionato a Israele. Secondo la Relatrice ONU, l’uso strumentale delle leggi contro l’antisemitismo per limitare la libertà di espressione e proteggere uno Stato accusato di gravi crimini internazionali mette seriamente a rischio i fondamenti dell’ordine democratico.
Presentando il rapporto, Albanese ha collegato la guerra in corso a un ordine mondiale di matrice coloniale, evidenziando il ruolo centrale di armi, intelligence e cooperazione militare. In questo contesto ha indicato l’Italia come partner chiave, citando il programma F-35 e l’aumento degli scambi commerciali con Israele.
Il rapporto, che coinvolge oltre 60 Paesi, dimostra come, attraverso azioni legali e omissioni deliberate, troppi Stati abbiano armato, finanziato e protetto l’apartheid militarizzato israeliano, permettendo che il progetto coloniale di insediamento nei territori palestinesi occupati dal 1967 degenerasse in genocidio.
Dal documento emerge inoltre che, tra il 2020 e il 2024, l’Italia è stata il terzo fornitore di armi a Israele, dopo Germania e Stati Uniti. E l’Italia continua a consentire il transito di carichi militari nei propri porti, ha aggiunto Albanese, sottolineando come anche altri Paesi europei siano complici, favorendo la crescita delle esportazioni israeliane.
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