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Operazione Paperclip:
dal nazismo storico al potere contemporaneo
di Emma Buonvino
Il nazismo non è finito nel 1945.
È stato assorbito.
Con l’Operazione Paperclip, gli Stati Uniti – seguiti da altre potenze occidentali – decisero che la competenza valeva più della giustizia. Scienziati, medici e ingegneri nazisti furono reclutati, protetti, ripuliti. I loro crimini cancellati dai dossier. Le vittime sepolte due volte: nel terreno e nella memoria.
Wernher von Braun, padre dei missili V2 costruiti con il lavoro schiavistico dei deportati, diventa l’eroe della NASA.
I campi di Mittelbau-Dora restano fuori dall’inquadratura.
La Luna lava il sangue.
Paperclip non è una nota a piè di pagina della storia.
È il momento in cui l’Occidente decide che il male è accettabile, se utile.
Dalla scienza nazista alla tortura “moderna”.
Non furono solo razzi.
Le ricerche naziste su: fame, ipotermia, dolore, resistenza del corpo, annientamento psicologico, non spariscono. Migrano.
Entrano nei programmi militari, nei manuali di interrogatorio, nei protocolli di sicurezza.
La CIA li rielabora (KUBARK, MK-Ultra).
La tortura non viene abolita: viene raffinata, resa “pulita”, “scientifica”, “difensiva”.
Il principio resta lo stesso:
● il corpo dell’altro è uno strumento
●la sofferenza è una variabile
●la dignità è negoziabile
Il filo rosso: da Paperclip a oggi
L’eredità del nazismo non è la svastica.
È la struttura mentale che sopravvive:
alcuni popoli sono sacrificabili, alcuni corpi sono materiale sperimentale, la legge può essere sospesa per “sicurezza”, la fame può diventare arma, l’umiliazione può diventare metodo.
La ritroviamo oggi:
nelle carceri segrete, nelle detenzioni senza processo, nelle occupazioni militari permanenti, nella sorveglianza totale,
nella disumanizzazione sistematica dei civili, nei maschi spogliati davanti alle famiglie, nei bambini ridotti a numeri,
nei popoli trattati come problema da gestire.
Cambiano i nomi.
Cambiano le bandiere.
La logica è identica.
La verità che brucia
Paperclip ha insegnato una lezione terribile:
I crimini non scompaiono.
Cambiano proprietario.
Chi oggi condanna il nazismo solo come passato,
ma giustifica la disumanizzazione nel presente,
non è un antidoto al nazismo.
Ne è la prosecuzione silenziosa.
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