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Antimafia: lo sciopero al contrario
di Pino Maniaci
Il 2 febbraio 1956 si teneva a #Partinico lo "sciopero alla rovescia" guidato da Danilo Dolci: centinaia di disoccupati si organizzarono per riattivare pacificamente una strada comunale abbandonata ma importantissima per raggiungere alcuni terreni, perché "se un operaio, per protestare, si astiene dal lavoro, un disoccupato può scioperare invece lavorando".
Lo sciopero fu interrotto dall'irruzione della polizia, che arrestò Dolci e alcuni suoi collaboratori con motivazioni pretestuose, quali la resistenza e l'oltraggio a pubblico ufficiale e l'invasione di terreni demaniali.
"Il grande giurista Piero Calamandrei difende i manifestanti - ricordava Salvo Vitale - a cui favore testimoniano le migliori intelligenze dell'Europa e il processo-farsa si conclude con una condanna a cinquanta giorni di carcere, che finiscono col dare visibilità e riconoscimenti a Danilo".
Per quella e per tantissime altre lotte nonviolente, fu soprannominato il Gandhi della Sicilia o Gandhi italiano.
Dimenticare, soprattutto per noi che viviamo in questo territorio, è impossibile.
 
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