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Scuolicidio
di Emma Buonvino
La resilienza culturale del popolo palestinese, con numeri precisi sul livello culturale ed educativo, considerati alla luce delle sfide storiche e dell’occupazione:
La resilienza culturale del popolo palestinese
Il popolo palestinese ha costruito e preservato una straordinaria cultura di conoscenza, educazione e creatività nonostante decenni di occupazione, blocchi, guerre e difficoltà quotidiane.
Istruzione e alfabetizzazione
Oggi la percentuale di alfabetizzazione degli adulti (15 anni e oltre) in Palestina è tra le più alte al mondo: circa 97–98% della popolazione sa leggere e scrivere. Questo traguardo è frutto di decenni di impegno collettivo delle famiglie, degli insegnanti e delle comunità, nonostante restrizioni di movimento e difficoltà logistiche legate all’occupazione.
una-oic.org
Negli ultimi 20–25 anni, il tasso di analfabetismo è crollato drasticamente, passando da oltre il 13–14% negli anni ’90 a circa 2%-3% oggi. La riduzione riguarda tutte le fasce d’età e territori, anche se rimane più alta tra gli anziani, mentre tra i giovani (15–29 anni) l’analfabetismo è ormai sotto l’1%.
WAFA Agency
Istruzione superiore e formazione
Una quota significativa della gioventù palestinese accede all’università: prima della guerra, oltre il 40% dei giovani di 18–24 anni era iscritto a corsi universitari o di istruzione terziaria. Questo dato è un indicatore forte della volontà di investire nella conoscenza come strumento di libertà e progresso sociale.
themiddleeastuncovered.com
Cultura, memoria e identità
L’identità culturale palestinese si nutre di tradizioni artistiche, musica, poesia, teatro, letteratura e narrazioni che attraversano generazioni. La cultura orale, la memoria collettiva, e l’arte sono strumenti di resistenza contro l’oblio e l’oppressione, preservando lingua, storie e valori comunitari anche nella diaspora. Studi accademici mostrano come le narrazioni condivise tra rifugiati palestinesi mantengano forte coesione e senso di appartenenza.
arXiv
Resistenza culturale nel presente
️Nonostante gli attacchi sistematici alle infrastrutture educative in Gaza — dove scuole e università sono state spesso distrutte — studenti e docenti continuano a organizzare classi informali, programmi online ed iniziative comunitarie per non interrompere l’apprendimento e trasmettere sapere.
lemonde.fr
La cultura palestinese non è solo sopravvivenza: è un atto di creazione quotidiana, in cui l’educazione, l’arte e la memoria sono al centro della lotta per la dignità e il diritto a un futuro libero.
Documento con riferimenti delle Nazioni Unite e dell’UNESCO sul fenomeno sistematico di distruzione delle scuole e dell’istruzione della popolazione palestinese — ciò che viene definito da esperti internazionali come “scholasticide”/“scuolicidio”:
Lo “scuolicidio”: una violazione deliberata del diritto all’istruzione sancito dalle Nazioni Unite
La cultura e la conoscenza non sono solo il cuore di una società — sono anche protette dal diritto internazionale. ONU e UNESCO richiamano tutte le parti ai loro obblighi di proteggere scuole, università, studenti e insegnanti in contesti di guerra. Secondo l’UNESCO, attacchi contro istituzioni educative costituiscono violazioni del Diritto Umanitario Internazionale e delle risoluzioni come la Risoluzione 2601 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che condanna gli attacchi contro scuole e civili e sollecita la cessazione immediata di tali violenze.
UNESCO
Gli esperti indipendenti dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (OHCHR) hanno definito la situazione a Gaza una “obliterazione sistematica” del sistema educativo, con oltre l’80% delle scuole danneggiate o distrutte, lasciando centinaia di migliaia di studenti senza accesso all’istruzione.
Nazioni Unite
Un rapporto ufficiale di una Commissione di Inchiesta delle Nazioni Unite ha inoltre indicato che le forze israeliane hanno distrutto o danneggiato oltre il 90% dei edifici scolastici e universitari nella Striscia di Gaza, rendendo l’educazione impossibile per oltre 658.000 bambini per quasi due anni di guerra. La Commissione specifica che questi attacchi possono configurarsi come crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
The United Nations Office at Geneva
UNESCO sottolinea anche che oltre 625.000 studenti e più di 22.500 insegnanti sono in una situazione estremamente vulnerabile a causa della distruzione delle infrastrutture educative, che spesso servivano anche da rifugi per la popolazione.
UNESCO
Il diritto all’istruzione è un diritto umano fondamentale riconosciuto dall’ONU. Colpire deliberatamente scuole, studenti e insegnanti non è “danno collaterale”: è una violazione sistemica delle norme internazionali che protegge l’educazione, i civili e la continuità culturale. Tutto questo non solo distrugge edifici, ma tenta di spezzare il tessuto educativo di un’intera generazione.
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