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Scuola libera e democratica
di Santina Sconza
Contro ogni forma di intimidazione o sorveglianza ideologica, il documento del mondo della scuola.
L'antifascismo non è né una parola vuota a perdere, né una opinione politica ma un vero atto di Resistenza, se ne facciano una ragione i neofascisti di Azione Studentesca - Fratelli d'Italia - che con quel volantino delirante invitavano gli studenti a denunciare i professori di sinistra.
Ai nostalgici della dittatura mussoliniana, hanno risposto con un documento più di trecento tra professori e personale ATA per dare solidarietà ai docenti dell'Istituto Livi di Prato, dove è stato partorito quell'obbrobrio di volantino.
"Sentiamo il dovere di ribadire con chiarezza che l'antifascismo non è un'opinione politica, ma un principio fondativo della Repubblica italiana. È il presupposto storico e civile su cui si fondano la Costituzione, la democrazia e il pluralismo stesso delle idee. Metterlo in discussione significa indebolire il quadro comune di valori che rende possibile il confronto democratico.
Ribadiamo con fermezza e senso di responsabilità il nostro impegno per un'istruzione pubblica, libera e di massa, inclusiva, antifascista, critica e all'altezza della realtà plurale della società di oggi”.
Gli asinelli neofascisti di Azione Studentesca dovrebbero sapere che la Carta costituzionale (1948) è frutto della convergenza di forze politiche diverse unite dalla lotta al fascismo.
Che è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
La Legge Scelba (n. 645 del 20 giugno 1952) è la norma italiana attuativa della Costituzione che vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista. Punisce chi promuove, organizza o partecipa a gruppi fascisti, chi fa propaganda per la loro ricostituzione, o chi compie manifestazioni, gesti o saluti fascisti in riunioni pubbliche.
E i giovani di Azione Studentesca con quel volantino aizzavano gli studenti a diventare delatori, a far punire chi non si adegua al pensiero neofascista di questo governo.
Ricordiamo ai neofascisti che la scuola pubblica è libera e democratica.
 
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