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01 febbraio 2026
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Del Debbio si è rotto i cosiddetti
di Rita Guma *

In trasmissione si discute di crimini commessi da islamici e Del Debbio esplode con una frase volgare: "Mi avete rotto..." affermando che quando un cattolico commette un crimine nessuno commenta sulla sua religione cattolica...

Al di là della volgarità, non mi pare che Del Debbio abbia capito il punto che - pur se espresso male da alcuni dei presenti per evidenti problemi di lingua (e anche perché penso che per loro sia un fatto così palese che ritengono assurdo doverlo spiegare) - è che i fatti di cronaca nera commessi da islamici vengono collegati con il loro essere islamici e quindi con l'Islam e non con l'indole del criminale che li commette o con la sua cultura tribale, come invece accade al resto delle persone.

Quindi l'esempio del criminale cattolico è un esempio stupido, perché nessuno al mondo collega il crimine commesso dal cattolico con il suo essere cattolico. Ci vuol tanto a capirlo? Basta leggere i titoli di giornali che ogni volta precisano che l'autore di un delitto è islamico o marocchino o simili mentre mai si vede scritto l'assassino è "italiano, bianco e cristiano".

Al contrario, le mutilazioni genitali femminili vengono collegate nell'immaginario collettivo e anche dai politici islamofobi con l'islam, mentre invece sono comuni a diverse religioni e risalgono addirittura all'epoca dei faraoni, migliaia di anni prima della nascita di Maometto.

Lo stesso dicasi per i matrimoni imposti dalle famiglie, anche a spose bambine, pratica comune a diverse culture, per esempio quelle tribali pakistane - in genere islamiche - ma anche a quelle che professano religione hindu, che non ha niente a che vedere con l'islam. E pure, ad altre latitudini, con culture di tutte altre religioni. Per cui la tradizione è tribale, non religiosa.

Nella trasmissione, poi, era presente la figlia di una donna uccisa dal marito musulmano che chiedeva all'imam in studio perché avesse dovuto subire questa perdita, ma tutti sappiamo che per lo più gli autori dei femminicidi in Italia sono italiani e gli autori di violenze sulle donne in generale appartengono alla cerchia della vittima: partner, ex partner o altri parenti, tutti in genere italiani e quindi probabilmente almeno battezzati, se non praticanti - di certo ipocritamente - la religione cattolica.

Si capisce perché alcune trasmissioni attingano a queste storie che uniscono cronaca nera e pregiudizio verso gli stranieri e quindi attirano una audience piuttosto nutrita. Occorrerebbero a condurle persone di grande preparazione ed equilibrio e prive di bias culturali ma invece ci mettono persone come Del Debbio, che si permette pure di usare un linguaggio volgare prendendosela con gli altri, quando il problema è lui, che non ha capito i concetti di cui si argomenta.

Ovviamente il mio intervento non deriva dall'esplosione di Del Debbio, che non mi sconvolge particolarmente, o dalla speranza di chiarirgli le idee, anche se me lo auguro, visto il microfono di cui dispone, ma dal desiderio di chiarire ai lettori questo nodo che genera confusione e pregiudizio nella società italiana e problemi sui media, con semplificazioni sbagliate ed etichettature o amplificazioni foriere di odio interreligioso e interculturale.

* Presidente Osservatorio


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