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Israele: palestinesi i cittadini più poveri
di Leandro Leggeri
Un nuovo rapporto dell’Istituto nazionale di previdenza israeliano rivela un dato allarmante: i palestinesi cittadini di Israele sono tra i gruppi più colpiti dall’aumento della povertà nel Paese.
Secondo i dati relativi al 2024, circa due milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà, tra cui 880.000 bambini, oltre un quarto di tutti i minori in Israele.
Il rapporto evidenzia che il 37,6% delle famiglie palestinesi è sotto il livello minimo di sussistenza, la percentuale più alta tra i gruppi sociali, seguita dalle famiglie ebree haredi (32,8%). Israele risulta inoltre secondo tra i Paesi OCSE per povertà infantile, subito dopo il Costa Rica.
Le autorità attribuiscono l’aggravarsi della situazione a fattori strutturali già esistenti, ulteriormente peggiorati dall’alto costo della vita e dalla guerra contro Gaza, che ha inciso pesantemente sull’economia e sui servizi sociali.
Oltre il 27% delle famiglie israeliane dichiara di non riuscire a coprire le spese mensili essenziali; tra i palestinesi la percentuale sale a circa la metà della popolazione, con difficoltà anche nell’accesso a cure mediche, farmaci e beni di prima necessità.
I palestinesi cittadini di Israele, circa due milioni di persone (21% della popolazione), denunciano da decenni discriminazioni sistemiche nell’accesso a lavoro, alloggi e servizi pubblici.
Dal 7 ottobre 2023, secondo il centro legale Adalah, Israele ha inoltre approvato oltre 30 leggi che rafforzano un sistema di apartheid e repressione, colpendo diritti civili, politici e sociali.
Il rapporto avverte che senza investimenti mirati e una reale rete di protezione sociale, la povertà rischia di essere trasmessa di generazione in generazione, ampliando ulteriormente le fratture sociali all’interno dello Stato.
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