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31 gennaio 2026
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Nordio all'inaugurazione dell'anno giudiziario
di Santina Sconza

Nordio senza freni all'inaugurazione dell'anno giudiziario in Cassazione.

Chi ascoltasse il ministro della giustizia Nordio non sapendo che in passato svolgeva il ruolo di magistrato potrebbe pensare che in passato fosse stato perseguitato dai giudici.

Dopo il discorso di Pasquale D'Ascola, primo presidente della Corte di Cassazione, la risposta del ministro è pungente, astiosa e bugiarda.

Che cosa ha detto il Presidente della Corte di Cassazione di tanto grave?

Aveva lanciato un avvertimento sui rischi della riforma: «La magistratura, che esercita la funzione giurisdizionale affinché la legge sia uguale per tutti, sente di aver adempiuto il proprio dovere se il diritto, ogni diritto, ha effettiva tutela e non se è soltanto declamato. La sua autonomia e la sua indipendenza non sono un privilegio, ma sono presupposti perché il giudice sia sempre imparziale. La preoccupazione della magistratura è quindi volta a garantire che resti effettiva l’indipendenza e l’autonomia della giurisdizione come caposaldo del sistema costituzionale».

Apriti cielo, tuoni, fulmini e saette da parte del ministro Nordio: "Dire che il governo voglia limitare l’indipendenza della magistratura è blasfemo. Anzi, è una grossolana manipolazione divinatoria di una realtà immaginaria".

A chi si riferisce Nordio quando alla fine del suo magistrale discorso si augura che "il dibattito sulla riforma si mantenga nei limiti della razionalità, della pacatezza e della continenza"? forse a sé stesso?

Sicuramente si, perché spesso parla a vanvera, sembra di ascoltare Silvio Berlusconi, il perseguitato dai giudici.

Vi ricordate quando Nordio blaterò: "Mi stupisce Schlein, la legge servirebbe anche al loro governo.."

Si questo è Nordio, e pensare che quando fu nominato ministro della giustizia tirai un sospiro di sollievo, perché fra i tanti ministri di questo governo, lui sarebbe stato il più competente.

Ecco perché votare NO a questo Referendum costituzionale:

Non migliora il servizio ai cittadini

Non riduce il tempo dei processi

Non aumenta il personale

Non rafforza le garanzie

Non assicura la rieducazione dei condannati né la certezza della pena.


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Dossier diritti

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