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Israele, Gaza e il commercio di organi
di Emma Buonvino
Israele, il commercio di organi e il saccheggio dei corpi palestinesi
Fatti, ammissioni e zone d’ombra dello Stato israeliano
Israele è stato formalmente coinvolto in uno dei più gravi scandali etici della medicina contemporanea: il prelievo illegale di organi e tessuti da corpi palestinesi, spesso senza consenso delle famiglie.
1. Le ammissioni ufficiali (non propaganda)
Nel 2009, il direttore dell’Istituto forense Abu Kabir di Tel Aviv ammette pubblicamente che per anni
sono stati prelevati organi, pelle, cornee e tessuti
da palestinesi, israeliani e lavoratori stranieri
senza consenso informato delle famiglie.
Non è una “teoria”, è una confessione ufficiale, riportata anche dalla stampa israeliana.
Il problema non era solo individuale:
era sistemico, coperto dallo Stato e praticato per “necessità mediche”.
2. I corpi palestinesi trattenuti: una pratica ancora attiva
Israele trattiene da decenni i corpi dei palestinesi uccisi, rifiutandone la restituzione alle famiglie.
Questa pratica:
viola il diritto internazionale umanitario
impedisce autopsie indipendenti
rende impossibile verificare mutilazioni o prelievi.
Nel contesto di Gaza:
corpi restituiti in stato di decomposizione avanzata
organi mancanti
assenza di documentazione medica
famiglie private del diritto di sepoltura.
Questo crea una zona nera perfetta per l’abuso.
3. Traffico di organi: Israele come hub internazionale
Israele è stato a lungo
centro mondiale del traffico di organi
con reti che operavano in Europa dell’Est, America Latina, Asia.
Chirurghi israeliani sono stati:
arrestati,
incriminati,
collegati a trapianti illegali.
Lo Stato ha regolamentato il settore solo dopo pressioni internazionali, non per iniziativa etica.
4. Gaza oggi: perché il sospetto è legittimo
In un territorio dove:
si bombardano ospedali
si uccidono medici
si distruggono archivi sanitari
si trattengono i cadaveri
si impedisce ogni indagine indipendente
negare anche solo la possibilità di nuovi prelievi illegali non è prudenza: è negazionismo preventivo.
Il diritto internazionale esige trasparenza, non fiducia cieca.
5. La questione morale
Un popolo colonizzato, privato della terra, del corpo, della memoria, persino del diritto a morire integro...
Questo non è solo crimine medico.
È disumanizzazione totale.
Quando il corpo del colonizzato diventa riserva biologica,
la linea tra medicina e barbarie è già stata superata.
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