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Stanno cercando di tornare
di David Cappellini
Processo di sdoganamento quasi ultimato: i neofascisti di CPI e i neonazisti di Veneto Fronte Skinhead sono stati invitati ad una conferenza stampa alla Camera da un deputato leghista vannacciano, noto per aver fatto il segno della X° Mas in aula a Montecitorio.
Contemporaneamente é comparso il ritratto della Premier in un dipinto di una basilica di Roma da poco restaurato. Siamo al culto della personalità e all' iconografia celebrativa, non ci sono dubbi.
Qualcuno può minimizzare definendo gli eventi come grotteschi, ma è il fascismo ad essere grottesco nelle sue forme e nelle sue celebrazioni. L' operazione culturale intentata dal leghista è stata pensata per tracciare una linea di contiguità tra i nostalgici da operetta e i ben più pericolosi neofascisti, protetti e scudati, oggi come non mai.
Prova ne sia la solerzia di Piantedosi nello sgomberare i centri sociali come il Leoncavallo Askatasuna e il completo immobilismo nei confronti della sede romana di CasaPound, anch'essa occupata abusivamente.
Quindi fra protezioni ministeriali, agiografie impensabili e tentativi di dare voce nei luoghi istituzionali al peggio della destra razzista e nazista, il processo va avanti.
E avanza visto che esistono le condizioni per farlo, poiché certe idee non sono più relegate definitivamente nella pattumiera della storia. I tentativi per ritirarle fuori si susseguono sempre più numerosi, nella quasi indifferenza generale e con la connivenza di altri.
I partiti di centrodestra, dalla Lega a Fratelli d' Italia, in cui è già presente un humus favorevole, sono infiltrati da anni da elementi provenienti da queste latitudini, che trovano un terreno fertile per radicalizzare certe idee già presenti nella destra moderata.
È la strategia politica che la destra estrema segue da decenni, favorita dalla perdita di identità della sinistra, che entrando in orbita neoliberale, ha abbassato la guardia con tutto il fronte democratico e antifascista. Serve ricordare che il fascismo non è un' idea e che non è degno di nessuna minima apertura.
Ma se ricordarsi di Matteotti, Pertini e c. è erroneamente ritenuto non più attuale e stantio, ricordiamoci almeno cosa diceva Jake, mentre con l'auto pronta a partire a tutta velocità, puntava il ponte pieno di estremisti razzisti: "io odio i nazisti dell'Illinois".
Non è una minaccia ma un invito alla ribellione.
 
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