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31 gennaio 2026
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Adulti responsabili
di Roberta Altrui *

La faccenda dell'autista di Belluno che ha lasciato a piedi un bambino nella neve perché i suoi biglietti non avevano la nuova maggiorazione richiesta (dovuta alle imminenti Olimpiadi) è un sintomo emblematico della contemporaneità.

Questo evento intreccia una serie di nodi del neoliberismo, un paradigma politico e filosofico di controllo sociale che si ripercuote tantissimo sul tipo di adulti che siamo con i bambini.

L'autista era sovraccarico di stress, preoccupato di seguire le nuove procedure aziendali, probabilmente tormentone dei suoi capi nelle ultime settimane, per questo motivo non è riuscito ad assumersi la responsabilità della relazione con i suoi passeggeri.

Perché sí, in ogni mestiere c'è un pezzetto di responsabilità che ci si assume con gli utenti/clienti perché i nostri sono scambi, non solo economici, ma anche comunicativi e sociali. Il neoliberismo invece spegne tutto in un'unica dimensione, quella monetaria.

Ed è davvero triste vedere che questo atteggiamento si accentua davanti ai minori, dove invece si dovrebbe sospendere un attimo, a favore di un'interazione più umana e poliedrica.

Noi adulti seguiamo così bene queste regole economiciste che i ragazzi di oggi, nonostante gli evidenti problemi di frustrazione con le regole civili ed educative imposte, hanno assimilato benissimo quelle del nostro sistema economico. E non è un successo, o almeno non è un successo pedagogico.

Inoltre, in questo paradigma, non c'è mai tempo, è sempre tutto nell'immediato. In velocità si soverchia sempre qualcuno, altra caratteristica di questo sistema: dove c'è un rapporto di forza, il più debole soccombe.

Riassumendo, gli adulti moderni fanno fatica ad assumere delle responsabilità educative, non c'è più un gratuito senso di Comunità, anche con i minori che non conosciamo.

Inoltre, dove non ci si sente potenti, si esercita una forma di piccolo e meschino potere sui più deboli. In questo caso a farne le spese è stato un bambino, il più facile da lasciare a piedi.

Ecco, io trovo radicale chiedersi ogni giorno che tipo di adulti siamo, che società stiamo costruendo, che messaggi stiamo mandando ai ragazzi?

Come vedete, in ogni posizione che ricopriamo, anche quella del semplice autista, siamo degli adulti e abbiamo il potere di condizionare le loro vite. Ricordiamocelo.

* La dott.ssa Altrui è Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'età evolutiva, Educatrice Socio-pedagogica e consulente familiare


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