Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
27 gennaio 2026
tutti gli speciali

IG Farben: la razionalità industriale messa al servizio dello sterminio
di Emma Buonvino

IG Farben non fu una semplice “azienda che collaborò”. Fu un pilastro strutturale dell’apparato genocidario nazista.

Nata come colosso chimico tedesco, simbolo del progresso scientifico e della modernità industriale, IG Farben mise intelligenza, capitale, ricerca e organizzazione al servizio della distruzione sistematica dell’essere umano.

Zyklon B: da pesticida a strumento di annientamento.

Lo Zyklon B era originariamente un pesticida a base di acido cianidrico, usato per la disinfestazione. Venne prodotto dalla Degesch, controllata da IG Farben, e distribuito da aziende affiliate.

La trasformazione non fu tecnica. Fu morale.

Non si trattò di un “abuso imprevisto”:
IG Farben sapeva
IG Farben fornì
IG Farben continuò a produrre anche quando l’uso nei campi di sterminio era noto.

Il gas non fu improvvisato:
fu calcolato, dosato, ottimizzato per uccidere rapidamente masse di persone chiuse in spazi sigillati.
La chimica, che avrebbe dovuto servire alla vita, venne piegata alla morte.

Auschwitz-Monowitz: la fabbrica accanto al campo

IG Farben non si limitò a fornire il veleno. Costruì Buna-Monowitz (Auschwitz III), un enorme complesso industriale accanto al campo di sterminio.

Lì accadde qualcosa di diabolicamente assurdo: detenuti ebrei, prigionieri ridotti alla fame e allo stremo, furono usati come manodopera schiavile per sostenere l’industria chimica del Reich mentre, a poche centinaia di metri, le camere a gas funzionavano senza sosta.

Molti di quegli uomini:
maneggiavano sostanze chimiche lavoravano in condizioni letali
sapevano, o intuivano, cosa fosse lo Zyklon B
E sapevano che quello stesso apparato industriale stava costruendo la loro fine.

Il paradosso morale assoluto

Qui non siamo davanti a una “contraddizione”.

Siamo davanti a un abisso etico senza fondo: uomini costretti a lavorare per un’industria che produceva il gas che li avrebbe uccisi.

Non c’è simbolo più perfetto della perversione moderna:
la razionalità separata dall’etica
l’efficienza scollegata dall’umanità
l’idea che “fare bene il proprio lavoro” possa giustificare qualsiasi cosa.

IG Farben dimostra che il male non ha bisogno di fanatici urlanti: gli bastano manager, ingegneri, chimici, bilanci, protocolli.

Dopo: responsabilità diluite, colpe frammentate

Dopo la guerra alcuni dirigenti di IG Farben furono processati, molti ricevettero pene lievissime, l’azienda fu smembrata, ma i suoi eredi industriali prosperarono.

La macchina non si fermò: cambiò nome.

Perché questa storia ci riguarda ancora

IG Farben non è solo storia.

È un monito: quando l’essere umano diventa “materiale” quando la vita vale meno del profitto o dell’ideologia quando la tecnica si dichiara neutrale allora l’orrore diventa amministrabile.

Ed è proprio questo che lo rende possibile.

VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA


per approfondire...

Dossier diritti

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale