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Africa: UE riconosce Alleanza degli stati del Sahel
di Franca Zanaglio
L'UE ha finalmente riconosciuto l'AES, la Confederazione delle nazioni del Sahel (Burkina Faso, Mali, Niger) non perché volesse farlo, ma perché ha dovuto.
La futura cooperazione parte da solidi fondamenti: riconoscimento senza sottomissione, dialogo basato su parità, sovranità innanzitutto.
Il Mali e il Burkina Faso sono stati rimossi dalla lista europea dei paesi ad alto rischio.
L'Africa non chiede più il permesso di esistere, non implora più di governare se stessa, non cerca più l'approvazione per la scelta del proprio cammino.
Per decenni le potenze straniere hanno dettato le condizioni, aspettandosi ubbidienza e servaggio. Il Sahel sta dimostrando che la vera indipendenza non viene concessa: la si prende, la si difende e la si protegge.
Il Ciad sta mostrando interesse all'AES, una sua adesione significherebbe un cambiamento importante nel cuore dell'Africa, con un rimodellamento del potere nella regione ed un passo decisivo verso un'Africa occidentale autosufficiente, unita e sovrana, con una visione politica ed economica comune, una comune strategia militare (secondo il detto "L'unione fa la forza").
L'Africa si sta organizzando.
La sua mappa si sta ridisegnando ed ora l'inchiostro è tutto africano.
(Nota a margine: l'Europa unita era nata con la prima bozza del MEC, il mercato comune europeo, poi l'unione si è persa per strada, perché l'Europa non ha fatto ciò che gli africani stanno facendo, non si è resa indipendente e sovrana, continuando a fungere da satellite dell'impero USA).
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