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USA: per ricordare con chi abbiamo a che fare
di Claudio Visani
Kristi Noem, la ex governatrice del South Dakota voluta da Trump come ministra della sicurezza nazionale interna, responsabile politica del lavoro sporco dell'ICE a Minneapolis ma salvata dal tycoon perché "ha fatto un ottimo lavoro", è la stessa persona che nella sua autobiografia si è vantata di aver sparato al suo cane, "Cricket", un cucciolo di 14 mesi, "perché indisciplinato e inutile come cane da caccia".
In quel suo imperdibile libro racconta anche di aver sparato a una capretta perchè "troppo brutta". E dice che, se fosse stata lei la Presidente, per prima cosa avrebbe fatto fuori il pastore tedesco di Biden, "Commander", reo di non avere in simpatia gli agenti della scorta e di averne morso qualcuno.
La stessa Kristi Noem, amorevolmente chiamata nell'entourage di The Donald “Ice Barbie", gioco di parole fra la sigla della spietata milizia antimigranti e il suo sguardo di ghiaccio, una volta diventata ministra della sicurezza si è poi distinta in altre memorabili imprese.
Come la foto in posa che si è fatta scattare davanti a una gabbia piena di immigrati seminudi detenuti nella famigerata mega-prigione salvadoregna del Cecot, o le sue comparsate in tenuta mimetica superaderente fra gli agenti dell'ICI.
Ma nel suo luminoso curriculum c'è anche, quando era governatirce del Dakota del Sud, un'altra grande battaglia di civiltà: la campagna "no-mask” ai tempi del Covid, che il futuro Presidente proponeva di curare con il Ddt.
Tranquilli, siamo in una botte di ferro!
 
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