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27 gennaio 2026
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Giorno della memoria e della vergogna dell'oggi
di Alessandro Negrini *

Sono giorni che non riesco a scrivere.

Non per mancanza di parole, ma perché quando l’orrore diventa sistema quotidiano, il pensiero vacilla. E allora ci provo, oggi.

Oggi è la Giornata della Memoria.

Ma una Memoria amputata dello sguardo sul presente non è Memoria: è un simulacro igienizzato, buono per rituali celebrativi.

Diceva Gilles Deluze: non si tratta di ricordare il passato, ma di farlo funzionare nel presente.

La Memoria, se non guarda l’oggi, mente. Perché ciò che ci dicono essere relegato al passato lontano, è qui, ora.

È la Memoria a dirlo:

è fascismo quando milizie armate di Trump uccidono cittadini inermi per strada.
È fascismo una Presidente del Consiglio che si declama patriota e si inchina a chi reprime il proprio popolo, accettando che quelle stesse milizie assassine vengano a “gestire l’ordine” alle Olimpiadi di Milano-Cortina.
È la Memoria a dirlo:

è fascismo impedire a un artista come Ghali di esprimere il proprio pensiero alle Olimpiadi di Milano-Cortina.
È fascismo rapire un capo di Stato, appropriarsi delle sue risorse, tra gli applausi di chi governa l’Italia.

È la Memoria a dirlo:

è fascismo riscrivere la Storia, tacendo che fu l’Armata Rossa a entrare ad Auschwitz.
È fascismo finanziare la cultura solo a patto che celebri miti e personaggi patriottici.

È la Memoria a dirlo:

è fascismo manganellare studenti che manifestano per Gaza. Parlare loro di meritocrazia mentre dal governo si assegna il potere a parenti, amici, servi fedeli.
È fascismo chiamare “ordine” la criminalizzazione del dissenso.
È fascismo attaccare magistratura, università, pensiero critico.

È la Memoria a dirlo:

è fascismo il ruolo dei liberali che, come nel Novecento europeo, negano il pericolo finché il fascismo tutela gli interessi economici.
È fascismo sostenere riforme dell’estrema destra, identiche a quelle volute dalla Loggia P2 eversiva di Licio Gelli in nome della “governabilità”, mentre si smantellano i contrappesi democratici scritti da chi il fascismo lo sconfisse.

È la Memoria a dirlo:

è fascismo la viltà di troppi professori chiusi nel proprio orto, il silenzio dell’accademia mentre le università vengono colpite. Perché il fascismo, da sempre, teme un popolo che sa.
È fascismo il negazionismo culturale di opinionisti e direttori che ripetono “basta parlare di fascismo” mentre il fascismo si dispiega sotto i loro occhi: non come copia del passato, ma come clima culturale, dispositivo politico, assetto psicologico.

La Memoria ci insegna che furono la disumanizzazione e l’assenza di empatia a rendere possibile l’Olocausto.

Ed è ancora la Memoria a dirlo oggi:

un popolo senza diritti, senza protezione, senza Stati amici è il popolo palestinese. E parlare dell'Olocausto senza parlare di Gaza, è mentire.

Quando un popolo viene bombardato, affamato, deportato, ridotto a massa sacrificabile, siamo già oltre il confine.

Oggi è la Giornata della Memoria.

Ed è anche la giornata della vergogna.

Vergogna per chi tace su Gaza.
Vergogna per gli artisti muti.
Vergogna per i docenti che amputano la Storia del suo presente.
Vergogna per gli intellettuali che la raccontano in ginocchio davanti al potere.
Vergogna per Giorgia Meloni che è prona a Trump e mostra di disprezzare la Costituzione.

Oggi è il giorno della Memoria.

Ed è il giorno della vergogna dell’oggi.

* Componente del Comitato Scientifico dell'Osservatorio

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