Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
27 gennaio 2026
tutti gli speciali

Sepolcri imbiancati
di Rossella Ahmad

Sì avvia ad essere archiviata la giornata dell'ipocrisia suprema, della celebrazione inutile, della retorica insensata.

Mentre ad tiro di schioppo da qui si consuma un genocidio. Occultato, negato, vilipeso e sostenuto dalle stesse persone che oggi si battono il petto in un "mai più" che ha il sapore della farsa e della simulazione.

Non ne voglio parlare e non ne parlerò.

Il 27 di gennaio mi porta alla mente invece due ricordi, che furono - in anni diversi: gli ultimi due per essere precisi - apportatori di grandi speranze, purtroppo cozzate contro la dura realtà di un Potere illimitato, con la capacità di distruggerle, quelle speranze.

Il cosmo e le sue leggi vollero che la sentenza della corte Internazionale dell'Aja, giungesse nella data più simbolica di tutte, per ristabilire un minimo di verità in un consorzio di gente che vive fuori dal mondo reale. Il . 27 gennaio 2024 le parole restarono conficcate in gola a parecchi.

Perché l'accusa di genocidio non è uno scherzo. È uno stigma morale impresso come un marchio che resta lì, in eterno, a distinguere e separare come grano dalla pula e definire gli esseri umani e le società in cui si riconoscono.

E la determinazione alla Resistenza ed al Sacrificio volle che in questa data una tregua fosse imposta allo stato genocida. Tregua fragilissima, che durò meno del famoso gatto in autostrada, ma che riempì il mio cuore di gioia, pur nella consapevolezza dell'ineluttabilità di ciò che poi in effetti accadde.

Il 27 gennaio 2025, mentre i sepolcri imbiancati pronunciavano i soliti riti di affiliazione e di soggezione all'unico vero totem della nostra era , un fiume di cuori in movimento attraversava la striscia di Gaza, da nord a sud al centro. In un paesaggio lunare di macerie e sangue, file interminabili di eroi - i sopravvissuti al massacro - fluivano, come mosse da una mano divina.

Non si era mai visto nulla del genere, dicevamo. E con ragione.

Non si era mai visto nulla del genere.

"Poiché la disperazione era un eccesso che non gli apparteneva, si chinò su quanto era rimasto della sua vita, e riiniziò a prendersene cura, con l’incrollabile tenacia di un giardiniere al lavoro, il mattino dopo il temporale".

VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA


per approfondire...

Dossier diritti

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale