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America Latina: Israele avanza ma resiste solidarietà con la Palestina
di Leandro Leggeri
Le crescenti pressioni politiche degli Stati Uniti in America Latina stanno favorendo un rafforzamento dell’influenza israeliana nella regione, ma senza cancellare una storica e radicata solidarietà con la causa palestinese. È quanto emerge da un’analisi pubblicata da Middle East Eye, basata sulle valutazioni di esperti e osservatori regionali.
Secondo l’articolo, diversi governi latinoamericani di sinistra continuano a esprimere sostegno alla Palestina, talvolta traducendo questa posizione in decisioni ufficiali. Durante la guerra di Israele a Gaza, il Brasile ha definito l’offensiva un genocidio, la Colombia ha sospeso le relazioni diplomatiche con Israele e il Cile ha promosso iniziative di responsabilità internazionale.
Tuttavia, queste prese di posizione si scontrano con un’intensa azione di pressione statunitense, che include lobbying politico, minacce dirette ai leader regionali e operazioni mirate contro governi considerati ostili, come quello venezuelano.
Gli esperti citati sottolineano che i Paesi latinoamericani dispongono di strumenti limitati di potere “duro” e sono quindi vulnerabili alle pressioni di Washington. Questo contesto crea spazi per Israele, che consolida la propria presenza soprattutto laddove i governi cercano di evitare uno scontro frontale con gli Stati Uniti. Negli ultimi anni, la cooperazione con Washington è stata presentata come un test di affidabilità democratica e di sicurezza, favorendo un riallineamento diplomatico verso Israele.
L’Argentina rappresenta uno dei casi più evidenti di questa svolta. Il presidente di estrema destra Javier Milei ha annunciato l’intenzione di trasferire l’ambasciata a Gerusalemme e di rafforzare la cooperazione economica e di sicurezza con Israele, beneficiando al contempo di un massiccio sostegno finanziario statunitense.
Al contrario, la marginalizzazione e la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, da anni tra i più decisi sostenitori della Palestina nel continente, viene interpretata come parte di una strategia più ampia volta a indebolire le voci più critiche verso Israele e gli Stati Uniti.
Nonostante ciò, secondo gli analisti non si tratta di un abbandono della causa palestinese, bensì di una fase di “ricalibrazione”. Leader come Lula in Brasile e Gustavo Petro in Colombia cercano di bilanciare la condanna delle azioni israeliane con una diplomazia prudente, consapevoli dei costi economici e politici di un’escalation con Washington.
Parallelamente, l’ascesa di governi di estrema destra accelera l’allineamento con Stati Uniti e Israele, ma non cancella il sostegno popolare alla Palestina.
L’articolo conclude che la solidarietà con la Palestina in America Latina sta progressivamente spostandosi dal livello governativo a quello sociale, giuridico e multilaterale.
Movimenti popolari, iniziative legali e mobilitazioni transnazionali continuano a vedere la causa palestinese come parte integrante di una più ampia lotta del Sud globale contro il colonialismo e l’egemonia occidentale, suggerendo che, nonostante i cambiamenti politici, questa solidarietà non sia destinata a scomparire.
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