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Libano: nuova ondata di raid israeliani nel sud
di Leandro Leggeri
Una nuova e intensa ondata di attacchi aerei israeliani ha colpito il Libano meridionale il 21 gennaio, provocando almeno due morti e 19 feriti, tra cui alcuni giornalisti, e costringendo decine di famiglie alla fuga. Si tratta dei bombardamenti più pesanti registrati negli ultimi mesi.
Secondo le informazioni disponibili, almeno 12 edifici sono stati distrutti dopo che l’esercito israeliano aveva diffuso ordini di evacuazione per diverse località, tra cui Qennarit, Jarjouaa, Kfour e Ansar. Le esplosioni hanno causato danni estesi e lo sfollamento di oltre 100 famiglie.
Il Sindacato libanese dei fotoreporter ha denunciato il fatto che anche i giornalisti siano rimasti coinvolti negli attacchi, affermando che le dichiarazioni israeliane sulle “distanze di sicurezza” non garantiscono alcuna reale protezione sul terreno.
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito infrastrutture di Hezbollah, inclusi depositi di armi, sostenendo di aver adottato misure per ridurre i danni ai civili. Le autorità libanesi non hanno confermato tali affermazioni.
In serata, nuovi attacchi hanno interessato anche la zona di confine tra Siria e Libano, che Israele ha descritto come operazioni contro presunte rotte di contrabbando di armi.
Gli sviluppi si inseriscono in un contesto di forte tensione legato all’attuazione del cessate il fuoco e al processo di disarmo di Hezbollah a sud del fiume Litani, che l’esercito libanese afferma di aver avviato. Beirut respinge le accuse israeliane secondo cui il movimento sciita starebbe riarmandosi.
Resta irrisolta la disputa sul disarmo totale: Hezbollah sostiene che qualsiasi discussione più ampia potrà avvenire solo dopo la fine degli attacchi israeliani e il ritiro delle forze israeliane dal sud del Libano.
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