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21 gennaio 2026
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Abusi e torture sui prigionieri: nuovo rapporto
di Gabriella Mira Marq

Ex detenuti palestinesi hanno rilasciato testimonianze strazianti che descrivono torture sistematiche e violenze sessuali all'interno delle strutture di detenzione israeliane, mentre le organizzazioni per i diritti umani denunciano che gli abusi sono diventati prassi istituzionalizzata dall'ottobre 2023.

Un ex detenuto, Sami al-Saei, ha dichiarato di essere stato sottoposto a gravi abusi sessuali poco dopo la sua detenzione nel febbraio 2024. Ha descritto di essere rimasto ferito, immobilizzato e senza cure mediche per settimane.

Al-Saei, 47 anni, padre di sei figli, è stato trattenuto senza accusa né processo fino a giugno 2025. "Non potevo rimanere in silenzio", ha dichiarato dopo aver parlato pubblicamente della sua esperienza, aggiungendo: "Ho la responsabilità morale di raccontare cosa è successo a me e agli altri prigionieri".

Nonostante gli avvertimenti e lo stigma sociale, al-Saei ha condiviso la sua testimonianza sui social media, affermando che molti altri non hanno potuto parlare a causa del trauma e della paura.

I resoconti sono dettagliati in un nuovo rapporto dell'organizzazione per i diritti umani B'Tselem, con sede in Israele, che documenta quello che descrive come un "grave schema di violenza sessuale" contro i palestinesi detenuti.

Secondo il rapporto, gli abusi vanno dall'umiliazione e dalle minacce alla grave violenza fisica e sessuale, spesso accompagnata dal rifiuto di cure mediche. B'Tselem ha affermato che le pratiche sono state osservate in diverse strutture e hanno coinvolto sia autorità civili che militari.

Dall'ottobre 2023, i centri di detenzione si sono trasformati in "una rete di campi di tortura", dove abusi estremi sono diventati routine e impuniti. "Uno spazio in cui chiunque entri è condannato a sofferenze deliberate, gravi e incessanti; funziona di fatto come un campo di tortura", si legge nel rapporto.

Un altro ex detenuto, Tamer Qarmut, ha dichiarato di essere stato arrestato durante un raid all'ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza alla fine del 2023 e di essere stato sottoposto a trattamenti brutali durante la custodia. È stato detenuto per quasi due anni senza processo prima di essere rilasciato grazie a un accordo mediato dagli Stati Uniti.

B'Tselem ha documentato almeno 98 uccusioni di palestinesi sotto custodia israeliana dall'ottobre 2023, osservando che il numero reale potrebbe essere significativamente più alto a causa della mancanza di trasparenza e di supervisione indipendente. Molti detenuti erano giovani e non presentavano precedenti problemi di salute. Le famiglie affermano che i corpi vengono spesso trattenuti, impedendo una sepoltura adeguata e un'indagine indipendente.

Nonostante l'ampia documentazione da parte di professionisti medici, organismi delle Nazioni Unite e osservatori legali, l'assunzione di responsabilità rimane estremamente limitata. Nel 2024, i procuratori militari israeliani hanno incriminato diversi soldati per un'aggressione di alto profilo presso il centro di detenzione di Sde Teiman, ma dall'ottobre 2023 è stata registrata una sola condanna.

I funzionari governativi hanno difeso pubblicamente gli accusati, mentre le critiche si sono concentrate principalmente sulla divulgazione dell'incidente piuttosto che sull'abuso in sé.

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