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20 gennaio 2026
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Media israeliani mostrano detenuti palestinesi maltrattati e abusati
di Antonella Salamone

Il giornalista israeliano Yossi Eli (canale israeliano 13) ha trasmesso un filmato che mostra gravi maltrattamenti ai danni dei detenuti palestinesi all'interno del carcere di Rakevet, un'ala sotterranea del complesso carcerario di Nitzan, nel centro di Israele.

Il rapporto mostra:

* Operazioni di raid notturno all'interno di piccole celle sotterranee
* Prigionieri costretti a sdraiarsi a faccia in giù, ammanettati e legati
* Guardie urlano e intimidiscono i detenuti
* L'uso di cani poliziotti da attacco durante le perquisizioni
* Prigionieri sottoposti a umiliazione e tattiche di controllo violente

L'ala del carcere, la più sorvegliata di Israele, applica rigide misure di privazione ai detenuti ((classificati dall'occupazione come membri "Elite").

Una scena dal cosiddetto braccio della morte, dove centinaia di palestinesi sono detenuti in condizioni disumane, sottoposti ad abusi e ai quali vengono negati i diritti, mentre le autorità cercano di approvare una legge che ne consenta l'esecuzione.

Israele ha limitato le informazioni su dove si trovano molti ostaggi, in particolare quelli che sono stati rapiti dall'IOF da Gaza durante il genocidio.

Nota: La Campagna dei Nastri Rossi è stata lanciata a Londra e amplia un'iniziativa di due mesi fa, quando gli attivisti hanno esposto nastri rossi e immagini di prigionieri in spazi pubblici come promemoria visibile della loro detenzione.

L'estensione della campagna a livello globale avviene in un contesto di crescente allarme per la legge israeliana che conferisce alle autorità carcerarie poteri più ampi, tra cui la possibilità di prolungare la detenzione, impedire il rilascio dei prigionieri che hanno completato la pena e imporre la pena di morte quasi esclusivamente ai prigionieri palestinesi.

Il fondatore Adnan Hmidan, ha dichiarato in una nota che l'iniziativa mira a mettere in luce la difficile situazione dei "veri ostaggi" detenuti da Israele.

"Ciò che accade nelle carceri israeliane non è più una serie di abusi isolati, ma un sistema completamente sviluppato di umiliazioni e torture sistematiche che ora viene legalizzato attraverso leggi esplicitamente razziste".

Ha affermato che il linguaggio di tale legislazione, insieme alle dichiarazioni dei politici israeliani, indica che questa è destinata ad applicarsi solo ai palestinesi, spesso condannati dopo processi iniqui.

La campagna mira a rompere il silenzio internazionale, mobilitare l'opinione pubblica globale e fare pressione sulle istituzioni competenti affinché agiscano contro la detenzione illegale di palestinesi.

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