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Israele prepara altro attacco su larga scala a Gaza
di Tamara Gallera
A dispetto del cessate il fuoco, l'esercito israeliano ha preparato un piano per una nuova campagna militare su larga scala volta a occupare completamente la Striscia di Gaza, secondo un rapporto pubblicato domenica dal quotidiano israeliano Maariv.
Il rapporto afferma che, mentre la strategia politica israeliana della seconda fase si concentra formalmente sull'istituzione di un cosiddetto "Consiglio per la Pace" e sull'istituzione di un'amministrazione tecnocratica per Gaza, i funzionari israeliani considerano sempre più inevitabile una nuova azione militare.
Secondo Maariv, il ritardo nell'annuncio degli accordi politici è stato attribuito a sviluppi esterni, tra cui gli eventi in Venezuela e Iran. Tuttavia, dietro le quinte, i decisori israeliani hanno rivalutato la fattibilità di un governo civile senza prima alterare la realtà militare sul campo.
Il quotidiano ha affermato che le recenti visite dell'ex inviato delle Nazioni Unite Nikolai Mladenov a Tel Aviv, inclusi gli incontri con il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sono state inquadrate come tentativi di costruire una struttura di governo civile per sostituire Hamas. Eppure, secondo quanto riferito, i funzionari israeliani ritengono che nessuna amministrazione civile possa funzionare senza prima smantellare il controllo di Hamas e disarmare il movimento.
Maariv ha riferito che un terzo pilastro della seconda fase – il dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione – è diventato sempre più improbabile. Le valutazioni israeliane citate dal giornale suggeriscono che il piano sia di fatto in stallo, poiché Hamas mantiene il controllo nelle aree al di fuori della cosiddetta "linea gialla".
Secondo il rapporto, i funzionari israeliani ritengono che nessun paese straniero sia disposto a schierare truppe a Gaza in condizioni che potrebbero portare a uno scontro con Hamas. Di conseguenza, la conclusione di Tel Aviv è che qualsiasi forza internazionale potrebbe entrare a Gaza solo dopo che la "realtà sul terreno" sia stata modificata militarmente.
Il giornale ha aggiunto che fonti israeliane sostengono che qualsiasi tentativo di schierare una forza internazionale mentre Hamas rimane armato e al potere si tradurrebbe, nella migliore delle ipotesi, in una presenza limitata, incapace di imporre il disarmo o di modificare la situazione della sicurezza.
Secondo Maariv, i leader politici e militari israeliani stanno ora discutendo un piano "coordinato e aggiornato" per una nuova campagna a Gaza. L'obiettivo dichiarato è quello di occupare tutte le aree della Striscia al di fuori della linea gialla, estendendo di fatto il controllo israeliano sull'intera enclave.
Il rapporto suggerisce che l'offensiva proposta venga presentata internamente come prerequisito per l'attuazione di qualsiasi quadro politico o amministrativo, inclusa la supervisione internazionale o la governance tecnocratica.
Nonostante un cessate il fuoco dichiarato, Israele ha continuato le operazioni militari in tutta la Striscia, uccidendo centinaia di palestinesi dall'entrata in vigore della tregua. L'accesso umanitario rimane limitato e ampie zone di Gaza rimangono inabitabili, sollevando gravi preoccupazioni per ulteriori sfollamenti di massa qualora si verificasse un'occupazione su vasta scala.
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