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Antimafia: Rocco Chinnici
di Pino Maniaci
«Parlare ai giovani, alla gente, raccontare chi sono e come si arricchiscono i mafiosi, fa parte dei doveri di un giudice. Senza una nuova coscienza, noi, da soli, non ce la faremo mai».
Il dott. Rocco Chinnici lo ripeteva spesso agli studenti che incontrava nelle scuole.
Lui, ideatore del "pool antimafia", sapeva benissimo di essere nel mirino di Cosa nostra ma portò avanti il suo lavoro fino all'ultimo giorno della sua vita, quando venne assassinato con 75 kg di esplosivo, a soli cinquantotto anni.
Il magistrato era appena uscito da casa per recarsi, come ogni mattina, al palazzo di giustizia, dove stava coordinando le indagini sull'omicidio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
In una delle sue ultime interviste, Chinnici disse: «La cosa peggiore che possa accadere è essere ucciso. Io non ho paura della morte e, anche se cammino con la scorta, so benissimo che possono colpirmi in ogni momento. Spero che, se dovesse accadere, non succeda nulla agli uomini della mia scorta. Per un Magistrato come me è normale considerarsi nel mirino delle cosche mafiose. Ma questo non impedisce né a me né agli altri giudici di continuare a lavorare».
Oggi avrebbe compiuto 101 anni. Ci manca da 42. Buon compleanno Dott. Chinnici e grazie.
 
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