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Corpo delle donne di Gaza come campo di battaglia
di Emma Buonvino
Violenza di genere in un contesto di conflitto armato
Gestione, come arma, del ciclo mestruale.
Quello che viene inflitto alle donne di Gaza costituisce violenza di genere a tutti gli effetti. Non è un danno collaterale, non è una carenza accidentale, non è un effetto inevitabile della guerra. È una violenza esercitata per via indiretta, ma con piena consapevolezza delle sue conseguenze sul corpo femminile.
La distruzione e la negazione sistematica di acqua, servizi igienici, cure sanitarie, farmaci, beni per l’igiene personale e spazi di privacy rendono impossibile la gestione del ciclo mestruale. Ciò colpisce esclusivamente le donne e le ragazze in quanto tali, trasformando un processo fisiologico in una fonte permanente di dolore, infezione, umiliazione e perdita di dignità.
Il diritto internazionale riconosce che la violenza di genere in guerra non richiede il contatto fisico diretto. È violenza ogni condotta che, in modo prevedibile e sistematico, infligge sofferenze fisiche e psichiche alle donne in ragione del loro corpo e della loro funzione riproduttiva. Costringere donne a sanguinare senza possibilità di lavarsi, cambiarsi o curarsi è un trattamento degradante e disumanizzante, vietato in ogni circostanza.
Gli effetti della fame, dello stress estremo e dell’assenza di igiene sulla salute mestruale sono noti, documentati e universalmente riconosciuti. Il protrarsi di queste condizioni dimostra la consapevolezza e l’accettazione del danno da parte di chi le impone. In termini giuridici, ciò integra una responsabilità piena.
Questa violenza colpisce le donne di Gaza come civili, come donne e come appartenenti a un gruppo nazionale specifico. Agisce sull’intimità del corpo per spezzare la resistenza individuale e collettiva, cancellando la dignità femminile giorno dopo giorno.
Negare che questo costituisca violenza di genere significa svuotare il diritto del suo contenuto e rendere invisibili le forme di violenza che non corrispondono a una narrazione comoda.
Il corpo delle donne di Gaza è stato trasformato in un campo di battaglia silenzioso.
E questo, giuridicamente e politicamente, è un crimine.
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