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19 gennaio 2026
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Avvisi per vittime di propaganda
di Rossella Ahmad

I diritti delle donne valgono solo se esse ambiscano a divenire cloni della femminista occidentale tipo di mezza età , in caso contrario possono (quasi) tranquillamente perire a dozzine di migliaia, come accade a Gaza.

È il metaverso che ti aspetti, questo agglomerato sfiancante di gente che fatica a comprendere un testo, figurarsi ad operare connessioni logiche tra gli eventi.

È un delirio stargli dietro. Notizie false su persone inesistenti e su accadimenti mai verificatisi messe in giro nientepopodimeno che dalla pagina X del ministero degli esteri israeliano prese per buone da una miriade di boccaloni, incapaci di usufruire del più semplice tra i doni dell'intelligenza: verificare sempre, verificare tutto per non fare brutte figure e non incorrere nel grave crimine di collaborazionismo nello squartamento di paesi sovrani, con le onde anomale di sangue umano che ad esso consegue.

Dietro questo improvviso ribaltamento degli eventi, per cui un'entità responsabile di un genocidio giudicato tale dalla Corte dell'Aja diviene improvvisamente compasso morale del mondo e devia l'attenzione globale dai suoi crimini, vi è l'opera instancabile della Free Press di Bari Weiss e di tutte le agenzie informative sioniste che propagano fake news a getto continuo, e da decenni, per infangare l'immagine dei paesi mediorientali a tutto vantaggio di Israele ed orientare l'opinione pubblica mondiale nella direzione voluta. La considerazione più ovvia e deprimente è che ci riescono quasi sempre.

Gaza, in questo contesto, ha rappresentato un'anomalia, ma solo per il fatto che in quel caso la verità era fin troppo palese ed inoccultabile.

Chiedetevi perché le vostre attuali istanze combacino alla perfezione con quelle delle entità più criminogene della storia e datevi una risposta, benedette donne.

E che siano risposte mature, possibilmente senza ricorrere al solito, ormai obsoleto, invito a trasferirsi nel paese X o Y - né intelligente né originale, vi avviso. È decenni che me lo sento ripetere, da diversi attori e in diversi contesti, tutti però con lo stesso comune denominatore: l'incapacità assoluta di accettare un'Idea diversa dalla propria, e di discuterne.

Vi dò notizia dell'immenso cortocircuito in cui siete finiti: in piazza, con le bandiere dell'unico stato accusato di genocidio conclamato, responsabile della distruzione del femminile in Palestina. Ed il cortocircuito peggiore è quello di aver paragonato Gaza all'Iran, che è come paragonare i pellerossa agli anni di piombo.

Vi dò notizia anche delle vagonate di denaro senza limiti che fluisce dalle casse degli Stati Uniti d'America e finisce nelle tasche dei cosiddetti "oppositori del regime". Tal Masih Alinejad, beneficiata di una bella milionata di dollari per compiere il lavoro sporco finalizzato all'aggressione del suo paese.

Vi dò inoltre notizia che la sedizione armata contro lo stato è punita ovunque con pene durissime, che vanno dai tre/quindici anni per i partecipanti fino all'ergastolo per i promotori. Nell'ordinamento italiano, coloro che dirigono l'insurrezione subiscono pene più gravi, storicamente riportate come morte (sebbene la pena di morte sia stata abolita nel codice penale militare di pace e sostituita).

E colpevoli di sedizione armata sono coloro di cui spocchiosamente chiedete il rilascio, come se fosse un diritto coloniale e perciò intangibile imporre la vostra volontà a stati sovrani, percepiti come figli di un dio minore, a sovranità limitata, minorenni a vita paternalisticamente indirizzati verso il buon comportamento.

Non sto esprimendo un giudizio morale, attenzione: sto parlando di legge degli stati, che esiste e con cui bisogna fare i conti. Soprattutto in un paese che da cinquant'anni è infiltrato, destabilizzato e stigmatizzato dall'intero occidente.

L'ultima notizia è che nel momento stesso in cui sarà evidente che la maggioranza del popolo iraniano vorrà sbarazzarsi del suo ordinamento, statuale, sarò la prima a prenderne atto ed a rispettarne la volontà in virtù dei sacri principio dell'autodeterminazione e della libertà a cui tutti hanno diritto. Senza alcun bisogno di gesti plateali, , perché il popolo iraniano di nulla ha bisogno ed è sufficiente a se stesso. Per adesso, ciò che vedo sono folle oceaniche che bruciano in piazza le immagini dello Scià e dei suoi sponsor imperiali e che manifestano contro le ingerenze esterne da parte di entità che hanno fatto strame dei diritti di popoli e paesi.

Mentre piccoli drappelli di disagiati si riuniscono nella convinzione di poter imporre la loro volontà coloniale ad un paese sovrano, che è sostanzialmente la volontà degli avvoltoi che gli ruotano intorno, Ground Zero Gaza, bruciata e avvelenata da tonnellate di fosforo bianco, si appresta ad essere gestita dalla piramide responsabile del suo olocausto.

Al vertice vi è Trump, alla base il collaborazionismo dell'autorità palestinese. Nel mezzo, la carcassa dell'Europa, che spera di rivivere i suoi fasti coloniali su una pira di rovine fumanti

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